KEVIN HUFNAGEL, Messages To The Past

Qualche lettore riconoscerà in Kevin Hufnagel il chitarrista dei Dysrhythmia, mentre altri ne ricorderanno il lavoro svolto su Colored Sands dei Gorguts o nei Sabbath Assembly. Da oggi forse verrà ricordato soprattutto per Messages To The Past, album interamente strumentale carezzato da un gusto melodico sopraffino. Dieci brani di sola chitarra, all’interno dei quali potranno essere rinvenuti echi di quanto svolto con le band appena menzionate, ma che per la loro stessa natura trascendono qualunque classificazione.

Il suono della chitarra elettrica è memore dei lavori anni Novanta di Chuck Schuldiner, ma c’è largo ricorso a frazioni acustiche e le atmosfere plasmate sono generalmente di ampio respiro. Alcuni passaggi potrebbero essere accostati al progressive rock, eppure non basterebbe a rendere l’idea di come differenti approcci allo strumento siano qui amalgamati sino a confondersi. Rispetto ai progetti immediatamente precedenti di Hufnagel, vi è maggiore concretezza e allo stesso tempo si conserva l’approccio essenziale che da sempre accompagna la sua produzione solista. La tecnica è palpabile, ma non ricopre un ruolo centrale nell’economia del disco, pervaso da input di matrice latina e classica e il più delle volte libero di plasmare atmosfere di ispirazione cosmica. Talvolta si ha la sensazione che si tratti di frammenti indipendenti gli uni dagli altri, eppure qualche ascolto attento farà emergere quegli elementi stilistici necessari alla comprensione dell’anima sottostante le differenti tracce. Inoltre la relativa brevità ne permetterà un’agile fruizione.