KAINE, The Waystone

Kaine

The Waystone è quanto di più vicino agli Iron Maiden possa capitarvi fra le mani. E per uno che ha smesso di ascoltarli ai tempi di Virtual XI, significa semplicemente che hanno quel suono particolare che in tanti hanno cercato di imitare. Allo stesso tempo non significa che si abbia che fare con un ottimo disco, e nemmeno il contrario. In effetti i Kaine sanno il fatto loro, eppure annoiano dopo soli due brani. Ma, per chi scrive, lo stesso effetto lo sortiscono anche gli Iron Maiden. In sostanza avete a che fare con un disco heavy metal classico pieno zeppo di riff quadrati, in cui ogni tanto noterete delle digressioni speed/thrash (“Dreams To Nightmares”) e che in alcuni momenti rivela un retrogusto folk (“The New Wave”). Se non apprezzate Dickinson, evitate questo disco, ma nel caso in cui invece non abbiate problemi ad avere a che fare con degli imitatori dotati di gusto, pensateci un po’ su. I Kaine hanno trovato il proprio sound e sanno scrivere canzoni, ma non sono capaci di diversificarle. Non è un difetto da poco, ma neppure necessariamente un male.