JOHN PAUL WHITE, The Hurting Kind

JOHN PAUL WHITE, The Hurting Kind

John Paul White ha fatto parte del duo The Civil Wars e ha vinto diverse volte il premio Grammy: per quanto possano contare le referenze, queste danno qualche indizio su che tipo di musicista sia. Provenendo dall’Alabama, il suo stile non può che essere debitore nei confronti dell’Americana, di fatto l’incontro tra il classico country degli anni Sessanta e il folk cantautorale e un po’ indie che va per la maggiore oggi.

The Hurting Kind è stato anticipato dalla pubblicazione dei tre singoli “The Good Old Days”, “I Wish I Could Write You A Song” e “The Long Way Home”. I primi due sono anche stati posizionati in testa al disco, il che dà almeno in parte l’idea del tipo di impatto che ci si aspetta possano sortire sul pubblico statunitense: rassicurante. Nonostante questo, di sfaccettature The Hurting Kind ne possiede, perché dietro la parvenza di album da ascoltare in macchina attraversando la classica periferia americana, quella che noi europei immaginiamo di conoscere attraverso le pellicole (e le canzoni) made in USA, è possibile rinvenire timidi interventi psichedelici e un po’ di rock che – seppur smussato da una non celata vena romantica – di tanto in tanto affiora conferendo energia almeno alla prima metà del lavoro. Dei precedenti solisti The Long Goodbye e Beulah, risalenti rispettivamente al 2013 e al 2016, resta l’impianto complessivo, molto meno invece il desiderio di staccarsi da quanto realizzato in precedenza: si indugia un po’ troppo su tonalità intimiste adatte a una dimensione raccolta e malinconica, ma forse più apprezzabili all’interno di un disco totalmente incentrato su quel tipo di sensazioni. Alcune idee si ripresentano comunque all’interno dei diversi episodi, donando al tutto una parvenza di circolarità per nulla scontata.