JEF MAARAWI, Comfort Food

Jef Maarawi vive ad Atene, ma i solchi delle sue canzoni folk emanano atmosfere provenienti da tutto il mondo e in particolare dal natio Brasile. Ad alcuni anni di distanza dalla realizzazione di Once Part Of A Whole Ship (2014) del progetto Egg Hell, se ne esce con un album solista ricco di suggestioni differenti, memori tanto di Elliott Smith (“LA”) quanto di Damien Jurado (“Eggshell”) e della musica popolare. Quest’ultima è presente in quasi tutti gli episodi inclusi in Comfort Food e rende l’ascolto più variegato di quanto avrebbe potuto essere se fosse stato privo di questo elemento. L’incipit (“Corcovado”) non lascia trapelare la vera natura del musicista cosmopolita e anzi crea una sorta di muro immaginario tra lui e il pubblico. Procedendo con gli ascolti e riconsiderando i primi brani quali parte di un insieme inscindibile, il muro crolla, cedendo spazio a un mondo colorato in cui non mancano riferimenti ai Grandaddy meno ruvidi (“Coming Going”). Un po’ spiace ritrovarsi a fare così tanti nomi all’interno di una sola recensione, eppure è funzionale alla descrizione di episodi che pur essendo legati tra loro dalla sensibilità del loro autore, ne mostrano le innumerevoli sfaccettature. Ne risulta un lavoro capace di commuovere e al contempo stupire chi nella musica non cerca soltanto emotività, ma anche finezze compositive che possano donarle profondità.