IRON VOID, Excalibur

Gli Iron Void sono una formazione originatasi a Wakefield (West Yorkshire, Inghilterra) sul finire degli anni Novanta e attiva in maniera continuativa a partire dalla fine dei Duemila. Le loro origini travagliate e l’approccio alla materia doom fanno pensare agli Spiritus Mortis, con i quali condividono la propensione a plasmare episodi devoti alla scena americana eppure contraddistinti dall’afflato evocativo tipico del vecchio continente. Excalibur è il loro terzo album e, nel suo rileggere la lezione impartita dai grandi del passato, si delinea come uno degli album più avvincenti degli ultimi anni.

A voler trovare un difetto, in alcuni frangenti si odono influssi psichedelici lievemente fuori contesto, ma il lavoro svolto dalla chitarra di Steve Wilson è sufficiente a farli passare in secondo piano. Proprio il fatto di non essere un disco perfetto rende Excalibur speciale e dimostra che si tratta di musica eseguita con passione, senza prestare troppa attenzione a troppe sfumature. Vi è l’atmosfera autentica degli anni Novanta e le linee vocali sono espressive e ruvide come richiesto da chi è cresciuto con quel suono specifico. Il fondatore Jonathan Seale ora suona anche insieme agli altrettanto validi Desolate Pathway, cui i brani qui presenti sono in effetti assimilabili. Questo a dimostrare che non si tratta di una band messa su per accontentare i sempre più numerosi seguaci della Musica del Destino, bensì della realizzazione del sogno di una vita.