ICE WAR, Ice War

Ice War altro non è che il nuovo progetto di Jo Galipeau degli speed metallers Iron Dogs, polistrumentista precedentemente attivo come batterista dei Bastardator. Nonostante le formazioni delle quali ha fatto parte siano accomunate da un approccio atavico alla materia heavy metal, è stato a partire dalla pubblicazione di Batte Zone e We Will Stand (2015) che si è dedicato a sonorità collocabili a cavallo tra gli anni Settanta/Ottanta e dal retrogusto punk.

Quest’album di debutto contiene in verità materiale apparso all’interno dei nastri pubblicati nel corso del 2015 e del 2016. Sono stati registrati nuovamente per l’occasione e rivelano un suono memore del periodo compreso tra il 1978 e il 1981, sospeso tra richiami allo US metal delle origini e soprattutto alla NWOBHM. Gli episodi inediti sono posti perlopiù al centro della scaletta (“Standing Rock”, “I Am The Prisoner”, “Slavers Whip”) e si trovano sullo stesso livello qualitativo delle già edite “Battle Zone” e “We Will Stand”, oltre ad affrontare tematiche inerenti i Nativi Americani. Trattasi di un album genuino ed eseguito con passione, nonché più personale di quanto ci si sarebbe potuti aspettare da una (one man) band che pare essere rimasta ferma alla preistoria dell’heavy metal. Clamoroso!