HYPNO5E, A Distant (Dark) Source

HYPNO5E, A Distant (Dark) Source

Si era parlato degli Hypnose in occasione della premiere del video “Tauca, Pt. 2 – Nowhere” e li si ritrova ora tra le pagine virtuali di The New Noise per approfondire quanto contenuto in A Distant (Dark) Source. Il quinto album della formazione francese si erige sul contrasto esistente tra frangenti intimisti e un tessuto metallico che si confronta con il prog contemporaneo e con riferimenti al mondo estremo. I cambi di tempo presenti all’interno dei brani sottendono a scomporre le loro parti costitutive, lacerandole e riassemblandole come fossero le vestigia delle emozioni provate dal cantante boliviano Emmanuel Jessua. I musicisti coinvolti si muovono con agilità passando da momenti estremamente lievi e dal retrogusto “post” ad altri in cui riversare il proprio scoramento tramite linee vocali abrasive. Questa dicotomia è affiancata dal ricorso a differenti lingue (inglese e francese) e dall’accompagnamento offerto da strumenti classici che ne fanno emergere i passaggi più dolenti, lambendo territori death doom (“A Distant (Dark) Source – Part II”) in cui l’intensità emotiva cresce in maniera esponenziale. Inoltre ogni capitolo aggiunge elementi inediti e corrobora la sensazione che oltre a essere legato concettualmente al precedente e al successivo, ne riprenda determinate idee fagocitandole e riproponendole in una nuova veste. Il ritorno non è quindi solo un tema trattato metaforicamente nei testi, ma anche un elemento strutturale del disco stesso, che risulta scevro da momenti privi di significato e fa delle dissonanze (in termini emotivi oltre che musicali) il proprio fulcro. E sono tali da acquisire una reale organicità.