HOUR OF 13, Salt The Dead: The Rare And Unreleased

Come affermato da Chad Davis (ex U.S. Christmas e attivo con decine di altre band), Salt The Dead: The Rare And Unreleased documents the times and tribulations that had shrouded Hour Of 13, the early days of rejuvenation along with the dark days of contemplation, and serve as a testament of an entity capable of withstanding any obstacle in its path.

In apparenza si tratta di una pubblicazione destinata solamente ai fan di una band che, almeno ai tempi del debutto omonimo su Shadow Kingdom (2007), destò le attenzioni degli appassionati della musica del destino. Successivamente, invece, incise altri due album per Eyes Like Snow (The Ritualist, 2010) ed Earache (333, 2012), ma la magia era svanita e forse non è un caso se ora vengono ripescati anzitutto brani relativi al primo periodo del gruppo. Sono qui incluse versioni arcaiche degli otto brani storici (“Call To Satan”, “Submissive To Evil” e “The Correlation” furono i primi ad essere scritti durante il mese di novembre 2006), cui si aggiungono alcune  inaspettate versioni alternative, tra le quali “The Rites Of Samhain” cantata dallo stesso Davis invece che da Phil Swanson (Sumerlands, Seamount, Briton Rites, Lords Of Triumph, Vestal Claret…). Vi sono un paio di episodi con alla voce Ben Hogg (Beaten Back To Pure, Birds Of Prey), che sostituì Swanson nel 2011 dopo una delle sue frequenti pause, e un brano (“Upon Black Wings We Die”) significativamente scritto appena dopo la morte di Jason McCash (The Gates Of Slumber). La  resa sonora delle tracce demo è ottima e sulla qualità intrinseca delle stesse non si discute, eppure affiora la sensazione che si tratti  di un album destinato a prendere polvere.