HAGEL, Veneration Of The Black Light

Le origini dei messicani Hagel risalgono agli anni Novanta e a un approccio alla materia estrema memore della coeva scena black svizzera. Della formazione originale rimangono il chitarrista Carlos Velázquez (Ulveheim, Sacratus, Noctambulism) e il tastierista Luis Galindo, affiancati da Juan Reyes (batteria), Elizabeth Castillo (basso) e Ivan Saldaña (chitarra e voce).

Dalle note di Veneration Of The Black Light emergono melodie sinistre riconducibili a The Just Law degli Alastis (primo cd pubblicato dalla norvegese Head Not Found) e a The Astral Sleep dei Tiamat. Più in generale ritroviamo negli Hagel una vicinanza al cosiddetto Dark Metal, genere caratterizzato da tematiche oscure e atmosfere rarefatte che trovano un equilibrio (altrove) fragile, grazie alla sintonia instauratasi fra la componente sinfonica e quei passaggi dissonanti che avrebbero in seguito caratterizzato la produzione di Sadness, Mordor e Bethlehem (dal cui debutto, pubblicato da Adipocere, prese il nome questa corrente tangenziale alla prima generazione black metal).

Se una band messicana, rimasta nelle retrovie per oltre due decenni, è riuscita a evocare sensazioni assimilabili a una manciata di album (quasi) intrinsecamente legati a una precisa area geografica e a un fugace momento storico, anche un piccolo seme potrà svilupparsi, rivelandosi in tutto il suo oscuro splendore.  Reborn… undead!