MY GRANDE FINALE, Ocean Heart

My Grande Finale

L’immensità dell’oceano suscita emozioni capaci di nutrirsi dei suoi profondi silenzi e del mistico incontrarsi delle correnti marine. È possibile immaginare ciò che accade al di sotto della sua superficie, eppure sono realmente visibili solo il perpetuo incresparsi delle onde e il loro infrangersi contro le scogliere. Da qui l’esigenza di proporre affreschi strumentali che con sottili pennellate siano in grado di cogliere l’impetuosità delle sue acque, pur volendone mettere in risalto la notturna dolcezza: l’oceano è oscuro e il suo cuore impenetrabile. Si tenta di carpirne i segreti plasmando cinque tracce scandite da essenziali note di chitarra e da timidi esperimenti per la cui realizzazione ci si è avvalsi di una rassicurante base elettronica, per arrivare a un suono rarefatto e dilatato. Nella visione originaria di Markus Grönfors le composizioni vorrebbero richiamare la soave maestosità che si è soliti attribuire alla musica classica e che talvolta impreziosisce le colonne sonore di Klaus Schulze. Il risultato è post-rock caratterizzato da momenti melodici, cui solo di rado fanno da contraltare esplosioni dal retrogusto metallico e apocalittico (“They’ll Come”). Vi è un incessante dissolversi delle tenui melodie createsi e il desiderio di riprenderne i motivi principali facendoli confluire gli uni negli altri, emanando una sensazione di ricercata omogeneità. Ogni episodio è tuttavia imperniato attorno ad uno specifico pattern emotivo e a una struttura base diversificata, in grado di rivelare il legame che intercorre con gli altri frammenti dell’opera solo una volta giunti al suo epilogo. La metafora dell’oceano risulta essere adatta a descrivere l’universo sonoro di Ocean Heart, la cui gestazione ha tratto ispirazione dall’esperienza live maturata con i tedeschi Kokomo nel corso dell’estate 2012. Un lavoro da assaporare tutto d’un fiato in un lento e profondo fluire di emozioni la cui ciclicità richiama l’essenza stessa della vita.