Funeralopolis: paesaggi di morte

Gli svizzeri Funeralopolis sono una band death metal il cui stile è sospeso tra richiami ai primi anni Novanta e il suono impalpabile cui si rifanno molte formazioni contemporanee. …Of Deceit And Utter Madness è il loro album di debutto, ma segue a un paio di ep realizzati alcuni anni fa, nei quali vi erano maggiori input doom death. Della loro evoluzione e altro abbiamo avuto il piacere di parlare con il bassista Nico. A voi…

Per favore, presentate Funeralopolis ai nostri lettori.

Nico (basso): Siamo una death metal band proveniente dalla parte tedesca della Svizzera. Ci siamo formati nel 2009, quindi ci conosciamo da molto tempo. L’idea di formare la band è venuta a Pascal e al nostro ex batterista Tina. In seguito ad alcuni cambi di formazione, ci troviamo in una situazione stabile da un paio di anni. Agli inizi suonavamo un po’ più lenti rispetto ad ora e ci ispiravamo a Thergothon e Winter. Dato che è difficile suonare così lenti (in giro ci sono musicisti migliori di noi….), abbiamo deciso di andare più veloci ed è stato naturale. Più tardi, quando è arrivato il batterista Mark, si sono aggiunte al nostro stile alcune parti di doppia cassa. Quando ho iniziato coi Funeralopolis sapevo appena suonare il basso, ma in qualche modo siamo riusciti ad andare avanti. Che altro aggiungere? A volte suoniamo dal vivo e capitano concerti decenti, ma anche pessimi. Altro? Ci piacciono gli alcoolici e l’heavy metal.

Avete suonato in altre band prima di formare i Funeralopolis? Che cosa vi ha spinti a suonare death metal?

Alcuni di noi sì. Thuri e Pascal hanno suonato per del tempo nei Ruptured e io suono a tuttora nei Thunderdeath, ma aldilà di questo non credo ci sia altro di importante da menzionare. I Funeralopolis sono stati per tutti la band principale. Come detto prima, abbiamo iniziato suonando lenti e con il tempo abbiamo velocizzato le ritmiche. La decisione di suonare death metal è stata naturale, in quanto siamo tutti fan della scena dei tardi anni Ottanta e dei primi Novanta (ma anche oltre…). Le nostre abilità tecniche sono piuttosto limitate, quindi non abbiamo mai preso in considerazione l’idea di suonare in stile Fates Warning o Watchtower.

Vi ricordate quando è che vi siete appassionati alla musica e avete deciso di diventare musicisti?

Non posso parlare per tutti, ma credo sia stato simile per tutti noi: ho sempre amato la musica sin da bambino. Da adolescente mi sono addentrato di più nella musica dura, iniziando con Iron Maiden, Hammerfall e Riot, per poi arrivare alcuni anni più tardi a Blasphemy, Autopsy, Winter, Cianide… Nella scena metal raramente incontri persone che non facciano assolutamente nulla, tutti sono promoter, musicisti, giornalisti per webzine o fanzine oppure hanno una casa discografica. Volevo semplicemente fare musica io stesso, per dedizione. Non posso dire che ci sia stato questo o quello che mi abbia spinto a comporre musica. Semplicemente volevo farlo, così ho iniziato a suonare il basso.

La band è stata fondata oltre dieci anni fa e avete realizzato due demo ep e ora un album. In che modo credi siate cresciuti come musicisti durante questi anni?

Haha, non so davvero se siamo cresciuti come musicisti… Non credo ci siano stati grandi miglioramenti. Posso dire che abbiamo affinato la composizione dei brani e che la visione di cosa siano i Funeralopolis si sia fatta più chiara, permettendoci di esprimerci maggiormente. Ora suoniamo più come avremmo voluto e non ci limitiamo – come agli inizi – a fare cose random decidendo poi cosa funzioni. Al di là di questo, siamo gli stessi quattro idioti di dieci anni fa. Dacci Severed Survival, The Rack, Left Hand Path, delle birre e siamo felici.

Apprezzo il modo in cui fate death metal senza essere troppo legati a un suono e a una produzione vecchio stile. Vi è un tocco moderno che credo aggiunga maggiori sfumature ai vostri brani. Come vi occupate degli aspetti legati al suono e alla produzione in maniera da ottenere quello che avete in mente?

C’è un tocco moderno? Oh fuck! No, seriamente: è naturale non desideriamo che l’album suoni come The Oath Of Black Blood, nonostante mi piaccia… Per noi è sempre stato importante non apparire come dei cloni – ad esempio – del death metal svedese degli anni Novanta (nonostante quelle band siano interessanti) e avere un nostro stile riconoscibile. Desideravamo che …Of Deceit And Utter Madness suonasse il più naturale possibile. Abbiamo registrato batteria, chitarra e basso dal vivo nello studio, aggiungendovi separatamente solo voce e chitarra. Gregor, che ha registrato e mixato l’album, ha svolto un ottimo lavoro. Ted Tringo lo ha poi masterizzato nel modo più adatto. Il risultato finale è stato come desideravamo e non ha importanza che sia considerato moderno oppure old school.

Quali sono le vostre fonti di ispirazione per gli aspetti concettuali? Vi sono alcuni elementi comuni che ricorrono nei testi?  Vi piace leggere?

Ovviamente, Lovecraft. Il disco è una sorta di concept album avente a che fare con l’universo di Lovecraft, in particolare Nyarlathotep e la follia che ne segue. L’unica canzone dell’album che non abbia a che fare con l’universo di Lovecraft è “House Of West”. Quest’ultima riguarda Fred e Rose West e gli omicidi di Cromwell Street. Quindi, qualcuno potrebbe dire che questa canzone sia in qualche modo ispirata ai Macabre. Alla fine funziona, in quanto si inserisce bene nel tema della follia. Sì, tutti noi leggiamo, anche se devo dire che è un po’ che non lo faccio. Immagino la mia attenzione sia vittima della tecnologia, ma tutti noi conosciamo piuttosto bene l’universo di Lovecraft.

C’è qualcos’altro che vi ispira in fase di composizione?

Per quanto riguarda i testi: la follia che ci circonda ogni giorno, i film horror e la letteratura…

Per quanto riguarda la musica: l’esigenza di esprimere noi stessi, andando oltre la vita di tutti i giorni e facendo qualcosa che ci piaccia.

Laddove la vostra produzione precedente era presentata da disegni in bianco e nero, questa volta avete optato per uno stupendo dipinto. Che cosa desideravate esprimere? Ritenete che una copertina più o meno riuscita possa avere un impatto sul risultato finale di un album?

Inizialmente avremmo voluto qualcosa di simile alle precedenti copertine, ma poi Raul della Memento Mori se ne è uscito fuori con Mark Cooper. Ci siamo subito innamorati di questo dipinto, che inoltre – essendo contorto – si adatta bene alle nostre tematiche. È sufficiente osservare il volto in primo piano, sa di essere fregato. Sappiamo che si tratta di una copertina atipica per questo tipo di musica, ma pensiamo sia perfetta e che faccia da complemento alla musica e ai testi. Direi che si tratti di un mix tra Dan Seagrave e Zdislaw Beskinski.

Collegandomi alla domanda precedente, mi chiedo quali siano le vostre copertine preferite.  

Nonostante ami le copertine di Dan Seagrave e Necrolord, ad affascinarmi maggiormente sono quelle semplici: Bathory dei Bathory, Welcome To Hell dei Venom ed Epicus Doomicus Metallicus dei Candlemass. Inoltre, mi piace molto l’arte di Away dei Voivod e Rok dei Sadistik Exekution. Anche Chris Moyen ha prodotto ottimo materiale. Infine, mi piace quando la copertina si abbina alla musica.  Prendi Crystal Logic dei Manilla Road. Copertina bizzarra, si potrebbe dire addirittura brutta, ma se ti addentri nell’universo dei Manilla Road, inizia ad avere senso. Potrei parlare all’infinito di certi album e delle loro copertine (ho menzionato Somewhere In Time degli Iron Maiden? Spettacolare!). Capita che acquisti degli album solo per la copertina e raramente me ne pento…. Ah, un’altra cosa: ho menzionato le opere di Lori Bravo per Nuclear Death? È roba intricata, non potrei immaginare nulla di più adatto.

Per quanto ne sappia, non vi sono molte band svizzere che suonino death metal, quindi mi chiedo come consideriate la scena del vostro Paese. Avete qualche giovane band da consigliarci?

La Svizzera non è una grande nazione, quindi ovviamente anche la sua scena non è molto ampia. Tutti conoscono tutti e si supportano a vicenda. Se si parla di death metal, dobbiamo menzionare i nostri amici Deathcult, Vomitheist, Nihilo e Ruptured. Fate attenzione anche a Hellwards! Al di fuori del death metal, consiglierei Megaton Sword (grande band per me che sono fan della roba epica!), Temple Ov Perversion, Antiversum, Firebreather, Final Nightmare, Matterhorn, Ashtar, Total Annihilation, Sin Starlett, Zieg Abuser, i ragazzi di H.U.C., C.H.A.O.S. e così via. Per non dimenticare le leggende Messiah, Excruciation e Hellhammer… Oh, e se vai a scavare nel profondo puoi trovare molto materiale estremo interessante dei vecchi tempi, tipo Sadness, Misery, Pazuzu, Sickening Gore, Exhortation e Mordor. Questa è decisamente una bella lista, spero di non avere dimenticato nulla. Sfortunatamente molte band svizzere sono sconosciute oltre confine, ma all’interno la scena è ottima!

Grazie per il tempo che avete dedicato a quest’intervista. Potete chiuderla come preferite…

Grazie per il tuo interesse e supporto. Grazie a tutti coloro ci hanno supportato negli anni. Seriamente! Comprate dischi e andate ai concerti, la scena underground ne ha bisogno! Saluti!