FARSOT, Fail-lure

Fail-lure nasce dall’unione dei termini Failure e Allure e incorpora i temi principali trattati nei testi dei brani inclusi nel terzo album dei Farsot. Anche il titolo dello strumentale posto in chiusura (“A Hundred To Nothing”) rievoca le medesime tematiche, sospese tra richiami a diversi pittori (Fernand Edmond Jean Marie Khnopff, Gustav Klimt, Wilhelm Kotarbinski, Carlos Schwabe…) e a “Giochi nell’acqua” (1988) di Peter Greenaway, il cui titolo originale (“Drawing By Numbers”) richiama a quei fascicoli per bambini in cui si colora un disegno riempiendo le caselle numerate: durante la pellicola compaiono, in primo piano o nascosti sullo sfondo, i numeri da 1 a 100, in ordine crescente, come se fosse in corso un conteggio, introdotto da una bambina che, mentre salta la corda, conta e nomina le stelle fermandosi a cento. Il lavoro svolto dalla formazione tedesca (i cui membri  si presentano con nomi alfanumerici del tipo v.03/170 e 10.XIXt) è altrettanto meticoloso e lo si può notare prestando attenzione alla produzione marziale che caratterizza “Cicular Stains” o alle aperture melodiche di “With Obsidian Hands”. La presenza di alcuni passaggi caratterizzati dal ricorso a linee vocali pulite rende evocativi gli episodi inclusi e amplifica la sensazione di ariosità dovuta ad alcune strutture di matrice progressive. Le parti eseguite dalla sezione ritmica plasmano un’atmosfera rituale cui fanno da contraltare frazioni caratterizzate da dilatati feedback di chitarra, assimilabili a quanto proposto dagli OM. Se non fosse per l’apparato concettuale sottostante e talune accelerazioni, sarebbe superfluo parlare di black metal…