Excuse: visioni occulte dal Nord

Excuse: visioni occulte dal Nord

Avevamo scritto dei finlandesi Excuse in occasione di Goddess Injustice e, ora che hanno pubblicato il primo album sulla lunga distanza Prophets From The Occultic Cosmos, ci è sembrato doveroso scambiare con loro alcuni pensieri sulla genesi del disco e più in generale sul loro mondo. Non mancano, da parte dei componenti della speed metal band di Helsinki, alcune riflessioni più specifiche sul ruolo della musica. L’intervista è stata condotta via mail e le risposte della band sono state scritte a più mani. 

Per iniziare, per favore presentate la vostra band ai nostri lettori/ascoltatori. Che cosa vi ha spinti a suonare insieme? Sarebbe interessante se poteste aggiungere qualcosa riguardo le vostre precedenti esperienze di musicisti e ascoltatori…  

La formula degli Excuse deriva da una varietà quasi unica di influenze, alcune delle quali sono comuni a tutti e altre più personali. Le fondamenta della nostra visione poggiano sulle radici speed metal ottantiane e NWOBHM di Oskar Lindström (chitarre e voce), le principali idee sulle atmosfere si basano sull’immaginario black metal e ambient di Atte Aaltonen (basso), gli aspetti melodici e le strutture musicali derivano dal retaggio classico e progressivo anni Settanta di Anselmi Ahopalo (chitarra solista e synth) e infine Tatu Lybeck (batteria) porta la “technical ecstasy” con una vasta gamma di conoscenze ritmiche, mutuate da decenni di musica eseguita.

Le vostre canzoni sembrano essere sospese nel tempo e sono davvero affini al vecchio movimento speed/thrash, ma mostrano anche alcune inflessioni black qua e là. Mi piace il modo in cui suonate veloci senza perdere qualsivoglia atmosfera. Mi chiedo come proviate i vostri pezzi e quale sia il vostro obiettivo principale. Cosa intendete esprimere per mezzo della vostra musica? 

Gli Excuse non sono mossi da alcun intento non-artistico; l’unico obiettivo è di suscitare un’esperienza artistica – visiva e uditiva – incredibile e atemporale, essere d’ispirazione per chi cerca il mistero e un’avventura interiore, spirituale. Excuse è un viaggio sperimentale che si materializza in qualcosa di sensibile a ogni uscita, e ogni uscita è un assaggio di alcuni argomenti che vanno a costituire una visione superiore, che viene espressa attraverso l’arte.   

La vostra musica è aggressiva e allo stesso tempo ricca di dettagli. Pare essere distante dall’epoca in cui viviamo, che è dominata dalla semplificazione e poco incline ad andare in profondità. Ritenete che la cultura finnica possa essere considerata un’influenza per la vostra musica? Quali sono le emozioni che vi hanno portato a comporre le vostre canzoni? 

La nostra visione dell’arte non è legata al tempo e non riflette una determinata epoca, né gli interessi a livello compositivo della band sono legati a caratteristiche precise, bensì esplorano liberamente alcune dinamiche ed emozioni. Questa ricerca ha quasi di sicuro portato a risultati aggressivi eppure ricchi di sfumature e dettagli, e il tutto sembra ancora essere in profonda evoluzione. La cultura della Finlandia non riveste un ruolo prominente nell’arte in sé, ma influisce in maniera significativa nel metodo e nella determinazione con cui ci si approccia agli obiettivi artistici. 

Durante gli anni Ottanta c’erano molte band che suonavano speed thrash, ma solo alcune erano davvero devote a questo stile. Quali sono le vostre influenze principali e quali elementi prendete da altri generi? 

Senza menzionare band specifiche, si può dire che le formazioni che hanno fatto evolvere la scena in direzioni a loro modo uniche durante l’epoca d’oro dello speed metal, e negli anni successivi, hanno influenzato non solo la nostra musica, ma soprattutto la nostra volontà di puntare in direzioni a loro volta originali. 

Quale è il tema sottostante l’immagine di copertina di Prophets From The Occultic Cosmos? Cosa potete dirci invece a proposito delle immagini di copertina dei precedenti ep (in particolare Goddess Injustice)? 

Gli aspetti visivi delle nostre uscite riflettono le tematiche trattate nei testi e l’atmosfera di cui sono pervasi. In Prophets From The Occultic Cosmos la copertina offre scorci del protagonista e degli eventi descritti nell’album, rappresentati in maniera surreale e simbolica, come accade nella musica stessa; gli atti si svolgono ignorando le nozioni di spazio, tempo e dimensione. Nel precedente ep Goddess Injustice il tono è semplificato, come anche la musica, poiché le tematiche ruotano attorno ad argomenti più circoscritti, raffigurando gli aspetti di cui il mai menzionato protagonista principale è un’incarnazione.   

Considerando che avete cambiato solamente batterista e chitarrista diversi anni fa, pare abbiate una formazione piuttosto stabile. Potreste condividere con noi qualcosa inerente il modo in cui lavorate sui singoli brani, l’evoluzione del vostro stile e il processo creativo in questi primi dieci anni di esistenza della band? 

Quello degli Excuse è un ambiente in cui la devozione incondizionata viene premiata, ma anche richiesta. Non c’è spazio per testare diversi progetti con differenti gruppi e vedere quale renda meglio; il segreto sta nel dare tutto ciò che si ha e fare in modo che funzioni con questa band. Ci sono voluti cinque anni a partire dal 2009 per formare un gruppo e iniziare a comporre materiale per un’uscita ufficiale e un altro paio per mettere insieme la formazione attuale e realizzare l’ep Goddess Injustice. In totale ci sono voluti dieci anni dalla formazione della band per potere realizzare il debutto di cui stiamo parlando. Lavorare per una visione più grande anziché sprecare energie in diverse direzioni è ciò che definisce l’evoluzione e quello che sono oggi gli Excuse. 

Quali sono i temi principali che affrontate nei testi? C’è per caso un filo conduttore che lega concettualmente Prophets From The Occultic Cosmos? Se sì, si tratta di qualcosa di personale oppure di una storia che intendevate raccontare ai vostri ascoltatori?

Le tematiche sono rappresentate in maniera simbolica e astratta al fine di assicurare quel po’ di incomprensibilità e disagio che conduca l’ascoltatore (e in qualche misura lo obblighi) a prendersi la libertà di interpretare e trovare quegli aspetti della sua personalità che queste tematiche potrebbero rispecchiare. La storia raccontata nel disco può essere considerata come un mito della creazione che comprende tutto e tutti, la struttura dell’universo è multidimensionale e spirituale: Occultic Cosmos. Ogni cosa è stata prevista superando la nostra dimensione e le sue leggi: le informazioni esistono davvero e sono state raggiunte. I valori terrestri e le scienze non hanno alcun significato; la verità ultima si reincarna e diventa sovrana. 

Questa domanda è in qualche misura legata alla precedente. Essendo cresciuto sino a divenire un metallaro non più in erba, ho notato che molte persone della mia età ritengono che la musica sia solo una questione di suono e attitudine. Affermano spesso che non sono interessati a leggere i testi e comprendere le tematiche in essi trattate. Cosa pensate a riguardo? La musica dovrebbe comunicare emozioni da sola oppure i testi dovrebbero essere considerati importanti quanto la musica? 

Le linee vocali riescono a esprimere emozioni e a emergere anche senza l’apporto di vere e proprie parole cantate e di storie scritte in forma udibile. A volte, qualunque aspetto separato o qualsiasi combinazione di questi stessi aspetti può rivelarsi essere la soluzione ottimale. Per gli Excuse l’unica soluzione è mirare al massimo potenziale e utilizzare le linee vocali come strumento per esprimere emozioni e raccontare una storia. Come detto prima, ci si aspetta comunque che gli ascoltatori diano una loro interpretazione della musica, sentendosi liberi di ignorare i testi delle canzoni nel caso in cui lo ritengano funzionale.

La produzione dell’album è un po’ vecchio stile ma allo stesso tempo attuale. Cosa potete dirci a proposito, e più in generale riguardo le vostre esperienze in studio sino a oggi? Siete quel tipo di ragazzi che trascorrono molto del loro tempo alla ricerca del suono ideale? 

Così come la musica, anche la produzione affonda le proprie radici nell’etica dell’epoca d’oro dei suoni e delle registrazioni. Abbiamo inciso ricorrendo a una strumentazione totalmente analogica, passado direttamente dai microfoni e riversando il tutto su nastro, e le tracce principali sono state ottenute in presa diretta. Anche quelle soliste sono state registrate in tempo reale e senza sovraincisioni. Molto tempo è stato speso nell’individuare sia il suono dei singoli strumenti, sia quello d’insieme, anche si tratta di un lavoro svolto più in sala prove che non nell’ambiente dello studio di registrazione, dove invece ci si è concentrati nel catturare i paesaggi sonori già esistenti. Tanto lo studio di registrazione quanto il laboratorio di masterizzazione dove è stato preparato il vinile hanno una storia prestigiosa e lo si può percepire ascoltando il risultato finale. 

Le immagini di copertina dei vostri ep sono sempre state eccellenti nella loro semplicità. Anche The Prophets From The Occultic Cosmos è presentato da un ottimo dipinto. Come mai avete scelto quest’immagine? Che cosa desideravate esprimere? 

Le copertine di Prophets From The Occultic Cosmos e Goddess Injustice mostrano opere d’arte originali create dalla band insieme all’artista che le ha eseguite. Quella dell’lp è stata realizzata in collaborazione con l’illustratore e artista Krag Prxzm, mentre quella dell’ep è stata disegnata a mano da Sami Haavisto con un layout pensato dalla band.

C’è una buona scena speed thrash a Helsinki? Quali sono le band ad avervi impressionato maggiormente nella vostra area? Potete suggerirne qualcuna giovane ai nostri lettori/ascoltatori? 

La buona scena speed metal contemporanea è talmente frammentaria da non potere parlare nello specifico di ciò che accade a Helsinki, ma alcune formazioni chiave si trovano proprpio qui, in modo particolare i Ranger con il loro materiale più vecchio, che ha davvero dato il la a questo tipo di musica a Helsinki, e i più recenti Rapid e Chevalier, che stanno offrendo a loro volta ottime uscite.