EVOKEN, Hypnagogia

EVOKEN, Hypnagogia

Hypnagogia è il sesto album degli Evoken. Come implicitamente richiesto dal filone funeral doom cui appartengono e del quale hanno contribuito a fissare tematiche e sonorità, la sua realizzazione ha richiesto alcuni anni e ciò che ne risulta è un concept album sulla Prima Guerra Mondiale. Trattasi di una metafora con la quale parlare di se stessi e delle difficoltà che ci si trova ad affrontare durante la propria esistenza. Paradossalmente le otto tracce che lo compongono sono meno oscure che in passato e sono plasmate sul contrasto esistente tra melodie sinistre e un impenetrabile muro di suono che affonda le radici in quanto proposto dalle prime formazioni death doom. Risulta difficile descrivere quali siano gli elementi che lo rendono diverso dai suoi predecessori, in quanto le loro composizioni sono da sempre stratificate e in apparenza simili. Per poterle comprendere bisogna lasciarsi trasportare dalle atmosfere liquide ricreate dalla band del New Jersey e allo stesso tempo scindere i differenti elementi su cui sono costruite. Si tratta di un ascolto emotivo ma analitico. Anche l’aspetto testuale ricopre un ruolo centrale eppure in questa occasione la loro musica riesce a parlare in modo diretto al cuore, senza badare agli aspetti formali. Le stupende melodie intessute dalla chitarra risaltano più che in passato e le tastiere delineano un tappeto sonoro di ampio respiro che li porta a realizzare un disco atmosferico, meno cerebrale di Quietus (2001), più concreto di A Caress Of The Void (2007) e in definitiva reale estensione di quanto accennato in Atra Mors.