ESOTERIC, A Pyrrhic Existence

ESOTERIC, A Pyrrhic Existence

A Pyrrhic Existence sancisce il ritorno degli inglesi Esoteric e lo fa ancora una volta per mezzo di un doppio album contenente oltre novanta minuti di musica sopraffina. A dirla tutta si tratta anche di un recupero della qualità compositiva dei loro esordi, che relega a un passato per fortuna lontano le prove di inizio millennio. Il loro settimo album si rivela essere eccelso a partire dalla traccia di apertura “Descent”, che in ventisette minuti di durata fa confluire tanto la tipica disperazione death doom della band di Birmingham, quanto gli influssi psichedelici che da sempre la contraddistinguono. Il loro stile si è altresì evoluto negli anni, divenendo maggiormente rarefatto e relegando a un ruolo secondario i passaggi più stratificati che avevano caratterizzato Metamorphogenesis (1999). L’album è costituito da cinque episodi (più il sinistro intermezzo “Antim Yatra”) che trovano il proprio fulcro espressivo in “Sick And Tired”, il cui incipit si rivela essere tra i momenti più emozionanti della loro produzione: una melodia proveniente da lontano si insinua nella mente sino ad accogliere le linee vocali di Greg Chandler e arricchirsi (tramite una struttura in crescendo) di elementi dissonanti e di un incedere ritmico che va a dissiparsi nel nulla, per poi essere recuperato nell’epilogo. “Culmination” non avrebbe potuto avere titolo più appropriato, nel suo essere la traccia dinamica dell’album, quella in cui la tecnica esecutiva si svela e in cui gli elementi costitutivi del macrocosmo Esoteric si intersecano con maggiore evidenza. Ribadisco: eccelso.