ENTRAPMENT, Imminent Violent Death

ENTRAPMENT, Imminent Violent Death

Gli olandesi Entrapment sono stati una (one man) band abile nel tenere vivo il ricordo del classico death metal svedese, quello sviluppato a cavallo tra anni Ottanta e primissimi Novanta. Attivi dal 2010 a oggi, hanno realizzato vari demo e quattro album, l’ultimo dei quali è questo Imminent Violent Death. Michel Jonker è stato prolifico soprattutto all’inizio, tanto che uscì una raccolta di pezzi a nome Entrapment ancora prima della pubblicazione del debutto The Obscurity Within… (2012), album alla base di tutto ciò che è stato realizzato successivamente, per come mostra un’enorme passione per le ritmiche cadenzate di Like An Everflowing Stream (e delle autoproduzioni che lo precedettero), non lesinando riferimenti ai Grave e in genere alle formazioni maggiormente compatte della sua scena di riferimento. Gli album successivi del progetto hanno spostato leggermente il tiro verso sonorità caratterizzate da un retrogusto melodico che è stato possibile apprezzare a pieno in Through Realms Unseen (2016). Ora scrivono fine alla loro storia offrendo una manciata di episodi che, pur ricongiungendosi alle radici del loro suono, non accantonano del tutto nemmeno le aperture più recenti. Le canzoni paiono eseguite da un musicista mosso da una passione non indifferente e non è senza una punta di amarezza che ci si ritrova ammaliati dalle divagazioni strumentali a dir poco stupefacenti di “Malicious Predominance”. I pattern ritmici sono a tratti ridondanti, ma si tratta di una caratteristica che accompagna da sempre gli Entrapment e che rende più interessanti le fughe soliste della chitarra. Queste ultime concedono spazio a variazioni di umore in netto contrasto con un approccio vocale multiforme, in grado di adattarsi ai diversi contesti solo quando realmente richiesto da determinate esigenze espressive.