DYSYLUMN, Occultation

La formula dei francesi Dysylumn si pone tra il black metal atmosferico e – in misura minore – il death metal più espanso, inserendosi in un contesto assimilabile a quello di formazioni come Mare Cognitum e Darkspace. Anche qui le tematiche trattate hanno a che fare con il cosmo e, più in generale, con il vuoto che ci circonda, mentre la struttura dei brani sottende a una progressione, celandola dietro un’ingannevole uniformità. Un ascolto attento rivela quanto la sezione ritmica formata da Camille Olivier Faure-Brac (batteria) e dal polistrumentista Sébastien Besson (basso, chitarra e voce) riesca a essere fantasiosa, disegnando scenari obliqui e inafferrabili. Entrambi i musicisti sono attivi con altri progetti in qualche modo affini (Y I Y, Ominous Shrine e Abyssal Vacuum) e riversano in Occultation gli elementi tipici del metal estremo (tremolo, blast beat…), facendo emergere melodie ariose che donano maggiore varietà a questo secondo album. La loro discografia comprende inoltre il debutto Conceptarium (2015), due ep (Dysylumn, 2013 e Chaos Primordial, 2016) e uno split con Malepeste (2018), uscite dalle quali si nota una costante crescita che viene confermata nella realizzazione di questo lavoro (in origine pubblicato nel 2018 da Egregor Records). Ottimo.