Due volte Samuel Rohrer: Continual Decentering e Dark Star Safari

Samuel Rohrer è un batterista aumentato. Sul sito c’è già una mia intervista, se volete fare la sua conoscenza. In parole povere, Samuel – come ormai parecchi altri – crea musica da solo grazie all’unione di batteria, software ed effetti. Il dinamismo e l’imprendibilità del suo Range Of Regularity (2017) avevano determinato paragoni lusinghieri con Jaki Liebezeit. Continual Decentering, sin dal titolo, è sempre imprevedibile, ma più ambient e rilassato, con più spazi lasciati vuoti dove girovagare con l’immaginazione. Se gli Autechre fossero un batterista, sarebbero Samuel. Se Continual Decentering fosse un disco degli Autechre, sarebbe Confield. Questo significa che va preso con le pinze.

L’anno scorso Samuel ha pubblicato anche un album di un progetto – non so quanto estemporaneo – chiamato Dark Star Safari. Con lui Jan Bang (voce, live sampling e altro), Erik Honoré (synth, campionamenti, synth bass, voce, testi) ed Eivind Aarset (chitarra, elettronica, basso), tutti e tre veterani che hanno già lavorato assieme e incrociato le strade con David Sylvian, Arve Henriksen e altri che abitano quelle zone tra jazz, sperimentale e pop. Si tratta di un discone sottovalutatissimo e passato troppo sotto silenzio: notturno, sofisticato e atmosferico, avvicinabile a Walker e a Sylvian, potentissimo quando si avvicina alla forma-canzone: “Resilient Star” è la colonna sonora dell’ultima volta che riuscirete a innamorarvi. Da comprare senza esitazioni.