DREAM DEATH, Somnium Excessum

Dream Death

Journey Into Mistery è giustamente considerato una tappa imprescindibile dell’heavy metal anni Ottanta, perché contiene diversi elementi ascrivibili a quelle che sarebbero state le basi di certo metal estremo. I Dream Death iniziarono la loro carriera incidendo due demo tape di matrice prettamente thrash metal e approdarono al debutto su lunga distanza nel mezzo di un’evoluzione che li avrebbe portati ad abbracciare soluzioni sempre più distanti dal quel tipo di sound. Nel 1987 il loro amalgama sonoro era però ancora in bilico fra l’irruenza giovanile di quattro ragazzi che si ispiravano ai Celtic Frost di Morbid Tales e le prime avvisaglie di una crescente passione per le cupe vibrazioni doom. Non è dunque un caso se tre quarti di quella formazione diede vita ai Penance e il batterista Mike Smail ebbe modo di collaborare con Cathedral, Internal Void e Pentagram. Dato l’accumularsi di tutte queste esperienze, sarebbe stato lecito aspettarsi un album molto diverso dal suo predecessore, e invece Somnium Excessum riesce nell’ardua impresa di rivitalizzare proprio quel magma sonoro oggi considerato antesignano del cosiddetto sludge. Sin dall’incipit di “Feast” è chiaro che ci si trova di fronte a un lavoro che – pur puntando sull’impatto e sull’aggressività – riesce a dare quel tocco in più ai brani in esso contenuti per mezzo di inaspettati cambi di tempo e ispirati assoli di chitarra. Nella spettrale “Them” viene valorizzata la prestazione dei singoli musicisti coinvolti, grazie alla presenza di lenti riff di chitarra ma anche di momenti carichi di groove e dal sapore blues, mentre “Bludgeon” è asfissiante doom metal accompagnato dalla voce horrorifica di Brian Lawrence. La chiusura è affidata a “From Inside The Walls”, che – introdotta da un sinistro incipit di piano e dal riverbero del basso – si tramuta presto in un mid-tempo che poco aggiunge a quanto detto sin qui, ma si tratta in ogni caso di un pezzo ben inserito nel contesto di Somnium Excessum. A conti fatti, i Dream Death hanno saputo riproporre il proprio sound rendendolo attuale e smussando quelli che erano i limiti della loro produzione precedente. Non si tratta di un lavoro adatto a tutti, ma chi apprezza l’estremismo sonoro in tutte le sue forme, troverà di che gioire anche dinanzi a questo inaspettato ritorno.

Tracklist

01. Feast
02. Them
03. Dystopian Distress Signal
04. Bludgeon
05. You’re Gonna Die Up There
06. From Inside The Walls