DEAD QUIET, Grand Rites

I Dead Quiet provengono da Vancouver (British Columbia) e con Grand Rites realizzano il successore del debutto omonimo (2015). I musicisti che fanno parte della band hanno tutti alle spalle altre esperienze, in alcuni casi di una certa rilevanza per i lettori/ascoltatori, i quali non faticheranno a inquadrarne lo stile proposto. Kevin Keegan proviene dai Barn Burner, Brock Macinnis dagli Anciients, Jason Dana dai Bend Sinister e Mike Grossnickle dagli Hashteroid. A fare la differenza, tanto da un punto di vista compositivo ed esecutivo, quanto di futura esposizione a un pubblico più ampio, vi è l’apporto d Justin Hagberg dei 3 Inches Of Blood. Ne risulta un album sospeso tra rock classico di matrice anni Settanta e influssi metal, da intendersi nella sua accezione maggiormente contaminata. Detto altrimenti, negli episodi inclusi è possibile cogliere citazioni desertiche in pieno stile anni Novanta (limitate ad alcuni passaggi), l’inasprirsi delle linee vocali sino a lambire soluzioni sludge e nondimeno la tendenza ad arricchire i brani con frequenti cambi di atmosfera. Nel suo accogliere una mescolanza di stili differenti, Grand Rites riesce ad evocare formazioni del passato quali Uriah Heep (ascoltare a tale proposito l’incipit di “Moon Curser”), pur inserendosi pienamente in un contesto contemporaneo in cui prevalgono passaggi assimilabili al (proto) metal anni Duemila. Nel complesso, Grand Rites è abitato da sensazioni crepuscolari e melodie sotterranee piene di malinconia, ma non è esente da incursioni in territori energici dove pare ribellarsi a se stesso.