DAMIEN JURADO, The Horizon Just Laughed

Il Damien Jurado che si era imposto sul finire dei Novanta con album cantautorali venati da influssi indie, all’interno dei quali erano ancora percepibili le influenze esercitate dal rock di quegli anni, è stato assorbito da tutte le esperienze accumulatesi successivamente e da una malinconia mai sopita. In un’intervista di qualche anno fa, affermò che la sua vita era più positiva di quelle raccontate nei versi delle canzoni da lui scritte, ma resta il fatto che quando il musicista di Seattle abbraccia la chitarra e inizia a narrare storie di tutti i giorni, con la sua voce flebile e introspettiva, talvolta spezzata dall’emozione, si fa fatica a credergli. Con The Horizon Just Laughed torna a proporre brani scarni e caratterizzati da arrangiamenti essenziali, mettendo in evidenza le parole scaturite dal suo cuore e quella voce che si impara ad amare grazie a dischi come Water Ave S. o I Break Chairs. Ognuno di essi è caratterizzato da un proprio suono, in parte figlio del periodo in cui sono stati pubblicati, ma legati dal tocco di Damien. Il nuovo album pare essere un ritorno alle sonorità intimiste di Where Shall You Take Me? e And Now That I’m In Your Shadow, tanto che non vede più la collaborazione con l’ormai fedele produttore Richard Swift, cui si deve la riuscita dello stupendo Maraqopa. Non vi è dunque più spazio per orchestrazioni e divagazioni psichedeliche e anche il tono dei nuovi brani appare maggiormente sommesso rispetto al recente passato. La semplicità delle nuove tracce colpisce subito nel segno e commuove l’ascoltatore, consegnando nelle sue mani un piccolo gioiello.