CONCILIUM, No Sanctuary

CONCILIUM, No Sanctuary

I Concilium provengono da Boston (Massachusetts) e per quanto possano apparire dei novellini a causa del nome tanto evocativo quanto sconosciuto, sono in realtà stati formati da Greg Massi di Maudlin Of The Well e Kayo Dot. Pur conoscendo approssimativamente queste band, non le collego immediatamente a un prestigioso passato e l’unica cosa che riesco a pensare è che – pur non ricordando come o quando – forse ho già incontrato i Concilium sulla mia strada. In effetti, la band completata da Paris Thibault (voce), Noah Stormbringer (chitarra), Dawn Passerini e Joseph Goldwater (rispettivamente basso e batteria) si era resa autrice di un demo omonimo in cui compariva una versione personale di “Footprints” dei Warning. Il meglio era invero rappresentato dai brani restanti, tra cui “Red Sun, Red Moon”, qui riproposta in chiusura e con l’apporto di alcune modifiche. Il doom di questo gruppo affonda le radici nel suono sospeso tra una malinconia quasi ancestrale e inflessioni evocative riconducibili ai primi Solitude Aeturnus: in particolare, il lavoro svolto dalle chitarre e l’insospettabile sostrato psichedelico – che attraversa in parte anche le linee vocali – hanno qualcosa del più atavico epic doom venato di power metal anni Ottanta (Nemesis, Sorcerer, Faith, Neocori…). C’è poi un ampio ricorso a intermezzi semi-acustici e ad armonizzazioni che rimarcano il legame con la forma pura della Musica del Destino. A eccezione dello strumentale dal perfetto titolo “Ritual Attrition”, i quattro episodi inclusi sono di durata consistente e sebbene si registrino alcuni passaggi meno centrati, a ricoprire un ruolo di primo piano c’è soprattutto l’attitudine.