COLLETTIVO UN INCOERENTE COME TANTI, Petrolio Ep

Petrolio

Strani déjà vu.

La voce di Pier Paolo Pasolini apre questo assaggio proposto dal gruppo toscano. Il Collettivo, del resto, è un trio di giovani musicisti che ha a cuore due cose in particolare: le canzoni e l’impegno sociale. Argomenti, specie il secondo, paradossalmente anacronistici in questo volgere temporale dove la Storia viene riletta con leggerezza e presunzione spaventose.
Non è il caso loro, per fortuna, visto che riescono, alla loro maniera, a riattualizzare un ruolo (quello del musicista ai tempi del web) che dovrebbe essere rivalutato. Ma lasciamo certo ai singoli artisti decidere delle loro urgenze espressive.
La musica è, diremmo, una forma di pop costellato di elettronica (loop station, synth e chitarre acustiche sono l’ossatura che sorregge il tutto). Le voci (il binomio donna-uomo) si alternano in tutti i pezzi, l’esposizione è da teatro-canzone, come succedeva tanti anni fa, anche se poi il disco mantiene il suo obiettivo principale: la composizione di pezzi con melodia chiara e atmosfera spesso soffusa (“Ballata Del Marinaio”). C’è sottotraccia una vena di retorica (“Petrolio” e “Getsemani”), d’altronde tutta l’operazione, nel bene e nel male, presta il fianco a congetture di un certo tipo, ma il trio argina con convinzione la cosa. Immaginate i gruppi del Consorzio Suonatori Indipendenti tanto in voga alla metà degli anni ’90. Siamo dalle parti di Ustmamò & compagnia, anche se qui l’idea di partenza (argomentativa, soprattutto) è chiaramente diversa.

Aspettiamo il disco nella sua completezza (l’uscita è prevista per ottobre), anche per capire dove il Collettivo mira davvero.

Tracklist 

01. Petrolio
02. Ballata Del Marinaio
03. Getsemani
04. Giotto

  • andri55

    Impossibile non condividere il commento che riesce a fare una analisi profonda e sintetizzarla in poche righe.  Posso solo aggiungere che non siamo di fronte ad un genere di facile ascolto, ad un prodotto usa e getta, ma ad un lavoro complesso, ambizioso e raffinato.  Se posso prendere a prestito dei termini dal mondo dell’enologia, non siamo davanti ad un novello ma ad un vino da meditazione e assaporando i brani si può percepire la passione e voglia di fare che creano il sottofondo alle emozioni che emergono.

  • Serena_po

    Credo che il calare del giorno, o semplicemente la notte, riescano a valorizzare ancor più questo lavoro. Mi trovo stupita ad ogni ascolto. Li ho ascoltati dal vivo alla data zero ed è stato la conferma di quanto scritto in questa recensione. Hanno una passione che valorizza ancora di più un progetto che deve tanto alla storia (non solo musicale) del nostro paese. Essenziale, nella realtà di oggi. Magari servirà anche per chi avrà modo di ascoltarli in seguito.