CIRCLE, Terminal

Terminal si delinea come un album atipico nel contesto della discografia dei Circle, tanto che a pubblicarlo è Southern Lord ed è caratterizzato da una struttura meno eterogenea rispetto alle precedenti uscite della formazione di Pori (Finlandia). I brani inclusi sottendono tutti ad una rielaborazione del kraut rock e al loro interno si inseriscono elementi sludge (“Rakkautta Al Dente”) e progressivi (“Saxo”). La sensazione è che in questo album Jussi Lehtisalo abbia voluto fare confluire alcune idee che avrebbero altrimenti trovato spazio in qualche suo progetto parallelo, cui si affiancano frangenti nei quali emerge la personalità di Mika Rättö (Rättö Ja Lehtisalo, Kuusumun Profeetta…). Durante l’ascolto si assiste a un’evoluzione che conduce la band a plasmare atmosfere via via più dense e solenni, sino a lambire territori pop (in particolare in “Kill City”), per poi tornare su coordinate affini alle sue prime produzioni (“Sick Child”), dove avviene la fusione tra psichedelia e reminescenze noise. Ne risulta un album ricco di spunti interessanti, per qualche motivo inconscio anche lievemente ruffiano…