BUKE AND GASE, General Dome

Buke And Gase

Ai Buke And Gase piace il fai-da-te. Un duo di polistrumentisti che si costruiscono da soli i ferri del mestiere, modificandone di pre-esistenti. Si riforniscono di ciò serve loro ai lati delle strade e producono suoni distorti e di difficile identificazione. Arone Dyer pizzica un ukulele a sei corde che prende il nome di buke, mentre Aron Sanchez ha creato il gase, un ibrido fra un basso e una chitarra. Utilizzano poi sintetizzatori giocattolo, confermando l’idea che in fondo per loro la musica sia una questione di feeling e improvvisazione. Ai due musicisti piace viaggiare e confrontarsi con il mondo esterno, interpretando in maniera personale ciò che li circonda e creando un proprio codice sonoro. Si sono inventati anche un linguaggio alfabetico basato su delle immagini che traggono ispirazione dalle opere di Sol LeWitt e lo hanno utilizzato per l’artwork di General Dome. Entrambi hanno iniziato ad applicarsi su strumenti classici in tenera età e forse proprio per questo tentano di fuggire dagli schemi, abusando di pedali e occupandosi in prima persona della registrazione del disco. Insomma, se la cantano e se la suonano. Propongono brani che sono come schegge impazzite, il cui fulcro è costituito dalle armonie vocali di Arone e dal frequente utilizzo delle percussioni. “Hiccup” è solare e profuma di pop sbarazzino, “In The Company Of Fish” si sviluppa attorno ad alcuni piacevoli giochi vocali e “Hard Times” incorpora elementi fra loro contrastanti, mettendo in evidenza l’esecuzione degli strumenti. “Contortion In Training” sembra la versione sincopata degli Asobi Seksu e “Metazoa” si scorda di essere posto in chiusura del disco e lascia aperta la strada a ulteriori evoluzioni. General Dome è l’incontro fra un’anima spensierata e la sua controparte anarchica eppure dotata di classe. Da decifrare!