FRANCESCO SERRA, Guest Room

Ho già parlato più volte di Francesco Serra e pensavo che non l’avrei più fatto, perché credevo di aver finito il vocabolario per descrivere il suo approccio asciutto, essenziale. Passo la palla per u...

TRAPCOUSTIC, Rugiada

Esperimento: imbastiamo una webzine, anche brutta come questa, scriviamola in italiano (che – lo sappiamo – non serve a niente, perché per mettere in circolo l’underground italiano dovremm...

BUÑUEL, Killers Like Us

Alla domanda “che cosa è l’arte?” si potrebbe rispondere celiando (ma non sarebbe una celia sciocca): che l’arte è ciò che tutti sanno che cosa sia. Questo scriveva quello scemo di Benedet...

WEAVER, Troubled Affair

Ho già parlato durante gli scorsi anni di Ghost City Collective e progetti collegati. Siamo dalle parti della carboneria, ma paradossalmente il catalogo ha un respiro molto più contemporaneo e interna...

KOЯN, Requiem

Non sono né un biografo né un fan acritico dei KoЯn: credo abbiano commesso tanti errori (mi piacciono i primi due dischi, ma già Follow The Leader mi fa incazzare, mentre sono molto affezionato a Iss...

CELESTE, Assassine​(​s)

Sui Celeste abbiamo già detto tutto, non servono spiegazioni. Qualcuno scrive che sono ripetitivi, per me invece questo è avere un’identità: sono sé stessi, riconoscibili (tanto che hanno imitatori), ...

BOY HARSHER, The Runner

I Boy Harsher sono consolatori. Basta avere in casa Depeche Mode e Nine Inch Nails e sei del tutto in grado di assorbirli, comodamente disteso sull’effetto nostalgia per il periodo fine Settanta – ini...

FRANCK VIGROUX, Atotal

Su questo sito per presentare Franck Vigroux basta un link. Bellissima copertina in tempo di confinamenti, e non è la prima volta che questo tipo di rappresentazione compare in un suo disco, come se l...