ASYLUM, 3-3-88

ASYLUM, 3-3-88

Asylum è il titolo del debutto degli Unorthodox, ma anche il nome della loro prima incarnazione. Durante gli anni Ottanta gli Asylum pubblicarono un consistente numero di autoproduzioni su cassetta, che culminarono nella registrazione di un demo nel 1988. 3-3-88 è la ristampa in cd di quel lavoro e, a dispetto di quanto ci si potrebbe aspettare (tenendo conto della scarsa qualità audio della prima antologia realizzata a nome Asylum nel 2008), è caratterizzata da un’ottima registrazione. I brani inclusi sono quasi tutti inediti e rappresentano dunque un documento storico di inestimabile valore per chi non abbia avuto la fortuna di ascoltarli in passato grazie al peer to peer o a un nastro duplicato. Solamente “Forgotten Image” e “Unorthodox” sono già uscite, rispettivamente sul primo album (1992) e su Balance Of Power (1994), ovviamente in una veste almeno in parte diversa. Laddove The Earth Is The Insane Asylum Of The Universe presentava una formazione alle prese con le prime esperienze in uno studio di registrazione e dunque in costante crescita, 3-3-88 rivela quanto Dale Flood, Ronnie Kalimon e Earl Schreyer avessero ormai le idee chiare su quale fosse la strada da percorrere. È qui che confezionano di fatto un vero e proprio album, mostrando una confidenza che neppure i contemporanei Revelation avevano ancora raggiunto, miscelando in un amalgama irresistibile l’heavy rock degli anni Settanta con il prog dei Rush e naturalmente una punta di dark sound. Come afferma Dale nelle brevi note che accompagnano il booklet, la sua vera fonte di ispirazione non erano tanto i Black Sabbath, quanto piuttosto gli evocativi Candlemass: una novità per una band statunitense, ma neppure troppo se si considera che buona parte di quei ragazzi del Maryland erano circondati da sonorità thrash o hardcore e che tutto ciò che ora viene considerato parte integrante del loro retaggio musicale, a quei tempi era poco più (se non addirittura meno) di un fenomeno locale limitato a pochi affezionati. Sebbene alcuni di quei ragazzi siano diventati un punto di riferimento per chi apprezza il doom americano, restano persone comuni, abituate a trascorrere il proprio tempo libero immerse tra le note magiche di album come 3-3-88.