ASEETHE, Throes

Throes è il terzo album degli statunitensi Aseethe. Caratterizzati dal ricorso a un suono sporco e soffocante che deve molto allo sludge dei primi anni Duemila, tendono in verità a costruire brani che – invece di investire tutte le energie sull’impatto – seguono un’evoluzione solo in apparenza circolare.
Cinque i pezzi: l’ossatura principale del disco è costituita da tre monoliti, poi ci sono due tracce, la terza e la quarta, che si estinguono nell’arco di pochi minuti, ma riescono comunque a non essere del tutto lineari, gettandosi senza troppo pensarci in sonorità per certi aspetti più aperte: “Suffocating Burden”, ad esempio, è sospesa tra drone e ambient ma attraversata sottilmente da una linea melodica inaspettata, mentre “No Realm”, trascina nella direzione opposta, ricordando (Men Of) Porn e Unearthly Trance. Le ritmiche di quest’ultimo episodio si dissolvono nel conclusivo “Our Worth Is The New Measure”, che pur nel suo essere eterogeneo, ricopre il ruolo di ponte verso un successivo riascolto dei primi due brani. Non c’è del resto una vera e propria cesura tra le differenti anime dei tre musicisti dello Iowa, la sensazione è che convoglino le loro emozioni con una tale precisione da limitare la possibilità di carpire le loro differenti personalità: quello degli Aseethe, insomma, è un magma che fluisce compatto e inesorabile.