ANGEL OF MERCY, The Avatar

The Avatar (1987) è uno dei dischi US metal maggiormente ricercati dai collezionisti e – a differenza di altri lp pubblicati in quello stesso periodo – sinora non era mai stato ristampato ufficialmente. Il fatto che i musicisti coinvolti nel progetto utilizzassero pseudonimi ha reso difficoltosa anche la realizzazione di questa edizione ampliata, edita da Shadow Kingdom. L’attesa non è stata vana, in quanto esce ora in doppio cd, doppio lp e su nastro, arricchito da dieci tracce provenienti da registrazioni che risalgono al 1983, al 1987 (“The Journey Begins”), al 1992 e al 2015. Nella maggior parte dei casi si tratta di versioni alternative di brani già apparsi sul vinile originale e non modificano significativamente la percezione che si ha del suono plasmato dalla formazione di Las Vegas. A quanto pare, ai tempi gli Angel Of Mercy non avevano confidenza con nessuna delle band heavy metal cui oggi verrebbe naturale assimilarli (in particolare i Manilla Road degli esordi) e traevano ispirazione dai classici di Kiss, Rush, Judas Priest, Black Sabbath e Led Zeppelin. Ne risulta un amalgama che potrebbe definirsi epic metal, pur nel suo essere radicato negli anni Settanta e mostrando alcune lievi inflessioni (proto) doom. Laddove le linee vocali ricordano Mark Shelton, i brani inclusi potrebbero collocarsi dalle parti di The Mezmerist e Dwarr con in aggiunta un deciso afflato evocativo e la tendenza a non oltrepassare i confini della classica forma canzone. La magia emanata dai solchi di The Avatar deriva anzitutto dalla struttura variegata delle canzoni, ma anche dalla registrazione non troppo ruvida, che lo rende di facile ascolto. Vi sono inoltre numerose parentesi semi-acustiche e parti narrate cui si deve quel tocco progressivo in grado di elevarne la complessità. Eccellente.