Anche il Silent Festival (Terlizzi, BA) c’è, con Giardini Di Mirò, Ronin ed Enrico Gabrielli

Riceviamo e pubblichiamo. Qui l’evento su Facebook.

Dal 3 al 5 settembre, al MAT – Laboratorio Urbano di Terlizzi (BA), si svolgerà la seconda edizione del festival di musica e arti visive SILENT FESTIVAL. Il Festival è organizzato e ideato da MAT – Laboratorio Urbano e realizzato con la direzione artistica di Corrado Nuccini (Giardini di Mirò) e con la collaborazione di Apulia Center for Art and Technology e il supporto di Puglia Sounds.

Gli ospiti che si presteranno a spettacoli unici rappresentano un pezzo di storia della musica italiana: da I Giardini Di Mirò, che ripropongono la sonorizzazione de “Il Fuoco”, ai Ronin di Bruno Dorella (OvO, Bachi Da Pietra) che sonorizzeranno “The Unknown” di Browning. Ci sarà anche Enrico Gabrielli (Mariposa, Calibro 35) che si cimenterà con la sonorizzazione di sei cortometraggi d’avanguardia. Ogni serata del festival sarà aperta da artisti e band emergenti locali che si cimenteranno con il linguaggio audiovisivo.

Programma completo

3 settembre – RONIN, THE UNKNOWN

RONIN – Concerto con sonorizzazione di “The Unknown” (1927) di Tod Browning;

Ronin è la band fondata da Bruno Dorella (Ovo, Wolfango) nel 1999 unendo la musica cinematografica di Morricone a una certa musica folk mediterranea e balcanica. Il primo ep nel 2003 diventa colonna sonora di “Rocca Petrosa” di C. Terlizzi. Nel 2004, con il primo album omonimo (edito da Ghost Records), firmano la colonna sonora di “Tu devi essere il lupo” di V. Moroni. Dei Ronin anche la colonna sonora di “Vogliamo anche le rose” di A. Marazzi, di “Via Selmi 72 – Cinemastation” di M. Diciocia e di altre fiction e programmi televisivi. Negli anni successivi scrivono la colonna sonora di diversi episodi della serie TV “Non pensarci” di G. Zanasi e L. Pellegrini in onda su Fox e su La7, oltre che del film “Il terzo tempo” di Artale. Producono anche spettacoli con sonorizzazioni dal vivo di “L’isola” di Kim Ki-Duk e di “Lo sconosciuto” di Browning. Le esperienze legate al cinema sono accompagnate da una intensa attività in studio e dal vivo, con 8 album e numerosissimi tour italiani ed europei.

4 settembre – 6 Cortometraggi d’avanguardia

Enrico Gabrielli (Der Maurer) ed Enrico Pasini – Concerto con sonorizzazione di 6 cortometraggi d’avanguardia

Il rapporto fra cinema e arte è una vera relazione speculare, una autentica dialettica che comprende momenti di rivalità, di passione, di rapimento. Se all’inizio è il cinema che cerca di sottrarre all’arte il primato estetico (la Biennale di Venezia è nata nel 1895, lo stesso anno dell’invenzione del cinematografo!) ricreandone filmicamente le atmosfere e le immagini, a un certo punto avviene il contrario: è il cinema il “repertorio visivo” da cui l’arte contemporanea attinge. La novità è che oggi entrambe queste “figure”, pur conservando la loro rispettiva autonomia, si rispecchiano l’una nell’altra in una nuova dimensione riflessiva della cultura. Ed è con questa dimensione che tutti – appassionati cinefili o fruitori d’arte, o anche semplici spettatori – siamo chiamati a misurarci con questo doppio sguardo. Musiche di Enrico Gabrielli, direzione artistica di Corrado Nuccini con Enrico Gabrielli ed Enrico Pasini.

Film

1 – Anemic Cinema (Duchamp, 1926)
2 – Les Mysteres du Chateau du Dé (Man Ray, 1929)
3 – Un Chien Andalou (Luis Buñuel e Salvador Dalí, 1929)
4 – Meshes of the Afternoon – (Maya Deren, 1943)
5 – Puce Moment – (Kenneth Anger, 1949)
6 – Water for Maya (Stan Brakhage, 2000)

5 settembre – GIARDINI DI MIRÒ, IL FUOCO

Giardini di Mirò – Concerto con sonorizzazione di “Il Fuoco” (1916) di Giovanni Pastrone.

I Giardini Di Mirò sono una colonna portante dell’alternative italiano grazie alle loro sonorità “post rock” che si evolvono attraverso il “caleidoscopio psichedelico” del gruppo. La discografia della band è pressoché sterminata: oltre ai cinque album “ufficiali”, ci sono ep, remix e raccolte di inediti, oltre che a due pubblicazioni ispirate a sonorizzazioni, la prima è appunto “ll Fuoco” di Giovanni Pastrone, l’altra “Rapsodia Satanica” di Nino Oxilia.