AGNES OBEL, Citizen Of Glass

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Citizen Of Glass sancisce il ritorno discografico di Agnes Obel, musicista danese residente a Berlino, dove ha composto e registrato dieci nuovi brani pieni di richiami alla musica classica. Accompagnata dagli archi di Kristina Koropecki, Charlotte Danhier, Frederique Labbow e John Corban, esegue le parti di piano, percussioni, mellotron, spinetta, celesta e le impreziosisce con linee vocali pacate e nel contempo evocative. Si denota inoltre il ricorso da parte di Daniel Matz al trautonium, sorta di sintetizzatore arcaico inventato da Friedrich Trautwein, nei brani “Stretch Your Eyes”, “It’s Happening Again” e “Trojan Horses”. Rispetto a quanto proposto in Aventine, questo nuovo album dischiude atmosfere ariose, all’interno delle quali si assiste a dialoghi vocali in precedenza appena accennati. I testi paiono essere maggiormente intimisti che in passato (I tell myself I wanna hide / I tell myself I wanna be lied to / Silent reader of my mind, / Do you know what I will ask of you? / Tell me if you wanna hide, / Tell me if you wanna be lied to) e si concludono spesso con delle domande dirette (Some let go and some hold on / There is no mistake / If I could wash all ill away / Tell me would you stay?), sospese tra lieve malinconia e romanticismo. Le note stesse intessute dai musicisti coinvolti nella sua realizzazione hanno in loro molteplici sfumature umorali, che non possono esimersi dal riversarsi nel cuore dell’ascoltatore. Riempendolo.