AA.VV., Brutal Africa – The Heavy Metal Cowboys Of Botswana

AA.VV., Brutal Africa – The Heavy Metal Cowboys Of Botswana

Brutal Africa – The Heavy Metal Cowboys Of Botswana nasce in seguito alla realizzazione del documentario “Freedom In The Dark”, che parla appunto della scena metal del Botswana, e raccoglie brani registrati da alcune delle formazioni oggi attive in questo stato africano. Alcune di queste esistono da oltre due decenni (Metal Orizon), mentre altre sono nate agli albori del Nuovo Millennio (Wrust, Stane, Crackdust, Overthrust) e mostrano un approccio ascrivibile essenzialmente a molteplici forme di metal estremo dal taglio moderno: la compilation, infatti, racchiude in particolare episodi devoti al death metal e solo una traccia (quella dei PMMA) risulta essere fuori contesto. Alcune cose sono piacevoli, ma naturalmente questo lp non è stato realizzato per fare conoscere al mondo la scena africana di per sé, quanto come complemento al documentario, il cui scopo è di carattere sociale, non musicale. Trattasi di un lascito culturalmente importante al fine di comprendere le diversità che ci circondano e imparare ad accettarle. Nonostante ciò, sorge il dubbio che si tratti di un’operazione il cui intento costruttivo possa non essere recepito dalle persone cui è rivolta. Proverò a delineare brevemente il mio punto di vista. Il Botswana è il terzo stato africano più ricco (dopo Mauritius e Gabon), con un livello di povertà nel 2019 attestatosi attorno al 10% e confina con Sudafrica, Namibia, Zambia e Zimbabwe. Nonostante sia attraversato dai bacini fluviali dell’Okavango e del Limpopo, presenta una scarsa rete idrografica e un basso tasso di crescita della popolazione (negativo nel 2005). La lingua più parlata è il setswana (quella ufficiale è l’inglese) e il 65% della popolazione è di religione cristiana protestante. Circa metà vive con meno di due dollari statunitensi al giorno e l’economia è dominata dall’estrazione mineraria di diamanti, dall’allevamento e dal turismo. La musica, pur ricoprendo un ruolo importante nella vita delle differenti comunità, è solo un aspetto marginale di quello che si potrebbe (o forse dovrebbe) conoscere del Botswana, per cui ritengo che un documento di questa natura avrebbe necessariamente dovuto essere accompagnato da una più ampia indagine socio-culturale (per ora interamente affidata a “Freedom In The Dark”). Presentato in questo modo rischia di perdersi nel mucchio delle uscite che affollano il mercato estremo e pare quasi privato del proprio valore. Peccato.

Tracklist

01. Crackdust: Deranged Psychopath
02. Crackdust: Desecrate
03. Metal Orizon: Ungazetted Mortuary
04. Metal Orizon: We’re Rolling
05. Overthrust: Psychosomatic Torture
06. Overthrust: Slay Thee Spectator
07. PMMA: Imprisoned To Death
08. Stane: Dictator
09. Stane: Run For Your Life
10. Wrust: God Of The Insane
11. Wrust: The Day Of The Sacrifice