VOID OF SLEEP, New World Order

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I Void Of Sleep hanno saputo catturare subito il nostro interesse per la capacità di miscelare linguaggi differenti all’interno di una forma espressiva, se non del tutto originale, comunque dotata di una spiccata personalità e di difficile catalogazione all’interno delle consuete gabbie di genere. Dallo stoner alla psichedelia, dal metal a una spiccata propensione prog, la band ha incluso nel suo orizzonte creativo pulsioni eterogenee senza lasciarle entrare in conflitto o annullarsi a vicenda, un percorso non facile che con il nuovo disco viene affrontato in modo ancora più coerente e maturo, grazie a una non comune capacità di smussare gli angoli e giocare con le sfumature. Ciò che cattura l’attenzione è, questa volta, una più accentuata patina di “cattiveria” sulla scrittura, un’oscurità palpabile che delinea l’andamento dei pezzi e a tratti lascia percepire un che d’inquietante appena sotto la superficie. Sia chiaro che non mancano le linee melodiche e le aperture che hanno contribuito al buon risultato di Tales Between Reality And Madness, anzi – se possibile – un certo mood prog è ancora più accentuato e visibile che in passato, piuttosto le stesse finiscono per farsi parte di un quadro più ampio in cui predominano colori cupi. A partire da un artwork ficcante, passando per i testi e i suoni scelti, New World Order segue un concept ben preciso e si palesa in un ritratto ben poco edificante della società attuale, al netto di retorica e proclami superficiali, tanto più incisivo in quanto avulso da estremismi sonori più o meno scontati. L’idea vincente appare, al contrario, proprio la scelta di evitare percorsi troppo immediati o il ricorso ai classici cliché, in favore di strutture aperte e in continuo divenire, con continui cambi di umore e tensione, così da rendere più scorrevole e meno claustrofobico l’ascolto e più appagante la fruizione. Merito, al solito, dell’imprescindibile capacità di bilanciare voglia di mettersi in gioco e amore per il rock nella sua forma più anthemica e coinvolgente. Non ci si aspetti pertanto un disco troppo cerebrale e involuto, perché qui si gioca comunque con ingredienti genuini e facilmente digeribili, pur se trattati con il piglio di chi ama sfidare i propri limiti e mettersi in gioco. Horns up!

Tracklist

01. The Devil’s Conjuration
02. Hidden Revelations
03. Slaves Shall Serve
04. Ordo Ab Chao
05. Lords of Conspiracy
06. New World Order
07. Ending Theme