VARAHA, Varaha

Varaha si muove in un universo fatto di ritmiche rarefatte e melodie malinconiche intessute dalla chitarra di Fabio Brienza, accompagnato da Joel Hollis (chitarra), Bryan Gold (basso) e David Swanson (batteria). Registrato da Nick Morgan e Mike Lust (Urge Overkill, Russian Circles, William Elliott Whitmore e Child Bite), vede la presenza di Bruce Lamont (Yakuza, Corrections House e Brain Tentacles) e Josie Boyer (Round Rock Symphony Orchestra): ecco che così si aggiungono anche strumenti come il sassofono a una materia plasmata partendo da elementi riconducibili tanto al black doom quanto al post-rock. Il legame esistente con i Klimt 1918 affiora nelle atmosfere di “Cubicle”, il cui incipit ne lascia intravedere il potenziale espressivo. Linee vocali pulite e ruvide si inseriscono nel contesto, rivestendolo di una patina nostalgica. “Ghost” si mantiene su coordinate stilistiche affini ed è sorretta da una struttura circolare, all’interno della quale i differenti elementi di cui è costituita si alternano in un dialogo dominato dai dolenti fraseggi di chitarra. Ne risulta un breve ep di pregevole fattura, che rievoca antiche emozioni senza per questo risultare stucchevole.