THE BLACK HEART REBELLION, People, When You See The Smoke, Do Not Think It Is Fields They’re Burning

THE BLACK HEART REBELLION, People, When You See The Smoke, Do Not Think It Is Fields They're Burning

The Black Heart Rebellion si presenta quale entità enigmatica a partire dalla grafica di copertina e risplende di luce propria grazie a un’innata capacità di inglobare input di diversa estrazione, ottenendo un amalgama sonoro le cui tonalità base drone sfumano nella psichedelia di matrice orientale dei Lamp Of The Universe. Le composizioni della formazione belga sono carezzate da un retrogusto rituale e presentano nel contempo alcune declinazioni folk che con lievi pennellate ne arricchiscono la tela, invero senza alterarne lo sfondo. Nonostante vi siano alcune incursioni elettriche, la tendenza a dilatare la struttura dei brani fa sì che esse vengano diluite in un dedalo di suoni assimilabili agli OM. Il loro universo è altresì ricco di sfumature e si insinua con delicatezza tra le note di aspre ballate memori di Tom Waits (“Near To Fire For Bricks”) o rabbiosi sfoghi scevri da eleganza (“Rust”), assumendo le fattezze di un’equazione in cui frammenti tra loro distanti divengono inscindibili. People, When You See The Smoke, Do Not Think It Is Fields They’re Burning si rivela dunque essere un lavoro composito, il cui fascino risiede nella sua stessa ermeticità.