ROOT, Kärgeräs – Return From Oblivion

Come suggerito dal titolo, il decimo album dei Root riprende il concept di Kärgeräs (1996), proseguendo un discorso musicale ulteriormente sviluppatosi anche attraverso l’esperienza di Heritage Of Satan (2011). Gli anni che separano le tappe di un viaggio non ancora giunto a compimento hanno visto evolversi il suono della creatura di Jiri Valter, che s’è svincolato dagli stilemi proto-black per adottare soluzioni che lambiscono territori heavy metal. Tempi cadenzati sottendono a plasmare atmosfere rarefatte, assimilabili a quanto proposto dai più sperimentali Samael, mentre le intense linee vocali pulite e certi passaggi acustici amplificano il potenziale evocativo dell’insieme (“Moment Of Hope”).
Return From Oblivion si rivela essere meno opprimente rispetto ai suoi predecessori ed è avvalorato da una produzione cristallina, che ne mette in risalto tanto le melodie quanto alcuni splendidi riff dal retrogusto anni Ottanta (“New Empire”). Registrato presso gli Shaark Studio in Moravia e presentato da una copertina dipinta a mano dal giovane artista Thomas Bruno, viene rilasciato da Agonia Records in diversi formati, tra cui un paio di edizioni limitate in vinile colorato, dedicate a quelli che vorranno coglierne la profondità espressiva.