RAOUL VIGNAL, The Silver Veil

Atmosfere soffuse e lievemente nebulose introducono al debutto di Raoul Vignal. Il giovane musicista francese esegue tutte le parti di chitarra ed è accompagnato da sparuti interventi di batteria, ad opera di Pierre-Hugues Hadacek, e di flauto traverso, eseguiti dal padre Bernard, cui deve la passione per la musica. La struttura che soggiace alle composizioni è scarna, come si conviene a brani folk dal retrogusto malinconico, all’interno dei quali ogni arrangiamento pare provenire dal cuore. La semplicità di “Mine” è anche la sua forza, in quanto a partire dai primissimi accordi si percepisce quanto in questo disco vi sia qualcosa che va oltre le capacità tecniche. Le canzoni sono tendenzialmente brevi e non concedono spazio ad orpelli, come nel caso di “Bless You”, che in meno di tre minuti emoziona toccando le corde dell’emotività. La flebili linee vocali di Raoul accompagnano con sentimento le note intessute dal suo strumento e si attestano su un medesimo livello di comprensione, tanto che in “The Silver Veil” si fanno da parte, lasciando che sia la musica a parlare per sé.

Trattandosi di un album sostanzialmente lineare, non vi è molto da aggiungere dal punto di vista tecnico, sebbene si debba evidenziare quanto la produzione polverosa curata da Martin J. Fiedler contribuisca alla resa di un lavoro intrinsecamente profondo e sentito.