PAUL WIRKUS, Carmen Et Error

Paul Wirkus (September Collective, Kammerflimmer Kollektief) è un musicista polacco la cui esigenza primaria pare essere quella di potersi esprimere nell’ambito di situazioni tra loro differenti, eppure accomunate da una visione minimalista. La sua opera non agisce solo sul piano prettamente musicale, bensì si estende sino ad abbracciare molteplici forme d’arte quali il disegno, tanto che Carmen Et Error è accompagnato da alcune tavole che egli stesso descrive in questi termini: My drawings consist of only one shape, which is based on a single line. A sheet of paper, a pencil, an eraser and the line. Very minimalist stuff beyond abstraction and objectivity, perfectionism and expression. The resulting forward alignment allows me to dive straight into the act of drawing. The drawings arise through the process of drawing itself, while I seek to avoid every form of intention. Dal punto di vista compositivo, si muove lungo una linea non dissimile da quella appena descritta, in quanto – pur eseguendo da solo tutte le parti strumentali – resta sospeso tra episodi in cui si avvale di semplici strumenti metallici, attraverso i quali scandire ritmiche percussive e altri nei quali immagina di essere parte di un power trio. A prevalere è l’anima country blues, laddove la sua voce si esprime a pieno e con maggiore consapevolezza, ma il disco, analizzato nel suo insieme, si rivela essere piacevole proprio in quanto sfaccettato e apparentemente incomprensibile. Si tratta di un atto sperimentale, la cui nascita coincide con una reale ricerca, tanto intima quanto estetica.