OCTOBER TIDE, Winged Waltz

OCTOBER TIDE, Winged Waltz

Gli October Tide rientrano in quel novero di formazioni che, dopo un paio di album di valore,  avevano fatto perdere le proprie tracce. Nati da una costola dei Katatonia, si erano distinti per il fatto di proporre death doom emozionale e sofferto come la band madre sembrava non essere più intenzionata a fare. A seguito di una pausa pressoché infinita, hanno pubblicato A Thin Shell (2010) e ora Winged Waltz. Seppure avvicinarsi dopo tanti anni a una band di tale caratura possa fare sorgere un pizzico di scetticismo, è indubbio che ci si trova dinanzi a un album sincero, realizzato da musicisti che a quanto pare queste sonorità le respirano. Rispetto al passato si denota una maggiore componente death metal (anche nei testi), a scapito delle struggenti melodie che avevano caratterizzato Rain Without End (1997), ma questo è giustificato dal fatto che il tempo trascorre per tutti e che la malinconia della gioventù può avere ceduto il passo a nuove emozioni. Preso atto della quasi totale assenza di intermezzi rarefatti e atmosferci, resta intatta la sensazione di abbandono tipica delle composizioni della band svedese e la capacità di conferire loro caratteristiche di volta in volta differenti. Ne risulta un lavoro estremamente consigliato a coloro siano cresciuti con queste musiche e le abbiano poi abbandonate in seguito al proliferare di formazioni che avrebbero voluto possedere il medesimo spessore artistico degli October Tide, senza avere vissuto.