JOSEFIN ÖHRN + THE LIBERATION / GNOOMES, Repetitions Ep

repetitions

Rocket Recordings pubblica in formato vinile un ep che permette l’incontro tra due realtà musicali geograficamente distanti eppure accomunate da una visione affine del proprio lavoro di artigiani della musica. Ad accomunare Josefin Öhrn + The Liberation (Svezia) e Gnoomes (Russia) vi è il verbo to gaze, declinato in sky gazing per i primi e stargaze per i secondi, che lo interpretano come a human state, when you’re lying on the grass with your friends, telling funny stories, and watching shooting stars. Non a caso la loro musica è soft e onirica, leggermente psichedelica, eppure inserita in un aura pop dal retrogusto giocoso; sperimentano con linee vocali eteree e con l’elettronica, senza spingersi troppo oltre atmosfere che rievocano la lievità dei ricordi infantili. In “Roadhouse” (radio edit) fa la sua comparsa quel tocco rock velatamente grezzo che dona una nota space rock all’ep, svolgendo inoltre la funzione di ponte verso lo stile di Josefin Öhrn + The Liberation, più composito, sincopato e sfiorato da tonalità dark wave. Il gruppo ruota attorno alle figure di Josefin e Fredrik Joelson, i quali citano molteplici influenze, in both their philosophical stance and their aesthetic, from 12th century iconoclasts like Milarepa to 20th century sonic voyagers like Catherine Ribeiro, and from Kandinsky’s abstract expressions of synaesthesia to the avant-jazz of Moondog. Laddove “Green Blue Fields” rivela il desiderio di creare un microcosmo sonoro che sia sospeso tra intima riflessività e input da dancefloor, “Lucid Sapphire” si sporca di evocatività e conduce verso l’epilogo di questo valido ep, affidato al remix ambient di “Take Me Beyond”, forse la cosa migliore ascoltata sinora. Naturale che si tratti di un prodotto per completisti, ma se dovesse capitarvi sottomano, fateci un pensiero. Oppure andate alla scoperta del restante catalogo delle band coinvolte nel progetto: potrebbe valerne la pena.