IBREATHEYOUDIE, Demo

Ci sono dei demo che, non so come, ma mi entrano subito in testa. Nella quasi totalità dei casi sono solo un pugno di pezzi registrati dopo che il gruppo si sente abbastanza in grado di poterlo fare. Suonano freschi, potenti, magari con qualche ingenuità, ma colpiscono subito dove devono colpire. È il caso degli italiani iBreatheYouDie. La band fa un hardcore emozionale che sa tanto di anni Novanta, di foto col rullino in bianco e nero, di squat minuscoli stipati di gente a contatto diretto coi ragazzi che suonano per via della mancanza del palco, di demo stampati su cassette riciclate. In una parola: hardcore. Qualcosa di genuino (e spesso, come ho scritto in apertura, ingenuo), fatto di rabbia e passione, di emozioni, sudore e voglia di comunicare. Lontano anni luce da quella paccottiglia pre-confenzionata che oggi cercano di vendermi, pensata a uso e consumo di persone senza un minimo di attitudine e di cultura storica in materia.

Sei pezzi al fulmicotone, con una voce urlata e sofferente, con delle chitarre che feriscono nell’anima e ti lasciano sanguinare inerme. Un suono “collettivo”, in cui ogni membro della band riversa il proprio stato d’animo per poi raggiungere la catarsi assieme a tutti gli altri. Il brano più bello (a mio modesto parere) è “Sickness”, con quel coro magistrale e coinvolgente che ti fa venire voglia di cantare a squarciagola.

Davvero, mi è piaciuta veramente tanto questa prima uscita, e vi consiglio caldamente di ascolarla.