DISPERSE, Foreword

I Disperse provengono da Przeworsk (Polonia) e nel giro di una manciata di album si sono evoluti inglobando all’interno della loro musica elementi tipici del prog rock più soft. Quanto ascoltato su Living Mirror viene qui amplificato ricorrendo alle melodie ariose intessute dalla chitarra di Jakub Zytecki e alle linee vocali evanescenti di Rafal Biernacki. Inizialmente, i brani contenuti in Foreword potrebbero apparire pop, ma in seguito a un’analisi approfondita emergeranno numerosi intrecci su differenti livelli di comprensione. Gli aspetti tecnici sono messi al servizio di strutture impalpabili, assimilabili alla produzione recente dei Cynic, e delineano atmosfere sospese tra ritmiche sincopate che ricordano il caos organizzato delle metropoli e break strumentali dal retrogusto onirico. Anche i testi risultano essere concreti e nel contempo riflessivi, come in ”Stay” (there’s so much beauty in this world / sometimes I feel like my heart / is going to explode / there’s so much beauty in this world / sometimes I feel like my heart / and yours are part of it all) o nella sfaccettata ”Tomorrow” (now pack your things / we can’t wait / we’ve got no more / time to waste / bring the coat / bring the faith). Dal punto di vista compositivo si tratta di un album maggiormente lineare rispetto ai suoi due predecessori (il primo è Journey Through The Hidden Gardens del 2010), eppure ricco di sfumature. Chi segue con interesse il prog rock contemporaneo saprà coglierne il valore intrinseco.