DISHARMONY, Goddamn The Sun

Al fine di descrivere la musica dei Disharmony si rende necessario ripercorrere la storia del black metal in Grecia, risalendo agli albori di una scena che negli anni ha visto avvicendarsi formazioni considerate seminali anche oltre i confini ellenici. Le loro gesta risalgono infatti ai primi anni Novanta e il silenzio che ha seguito la pubblicazione di tre demo su cassetta (Day Of Doom, Angels Lament e High Priestess) e un 7” uscito su Molon Lave (The Gate Of Deeper Sleep) è stato interrotto solamente dalle ristampe di quel medesimo materiale (arricchito da alcuni inediti) su cd e vinile (Vade Retro Satana). Goddamn The Sun si rivela essere un album speciale per chi lo ha concepito, ma non solo. Al suo interno si ritrovano condensate idee sedimentatesi nel corso di due decenni che hanno visto evolversi la scena musicale e la sensibilità degli ascoltatori. La produzione sintetizza lo stile ruvido di un tempo e la necessità  di non apparire anacronistici, pur plasmando brani che affondano le proprie radici in una melma oscura, fuoriuscita in egual misura dai primi vagiti black e da input heavy e doom. L’approccio vocale è sintomatico di queste origini e contribuisce a donare uniformità a un album caratterizzato da una profonda ricerca sonora e tematica. L’equilibrio instauratosi tra la veemenza delle ritmiche e il substrato delle melodie intessute sottilmente sulla struttura fondante di “War In Heaven” testimoniano la consistente conoscenza musicale in possesso dei musicisti coinvolti nella sua realizzazione. Ogni episodio è contraddistinto dalla presenza di sfumature di volta in volta differenti (voci femminili, brevi interventi di tastiera, …), che donano un retrogusto arcaico all’insieme e allo stesso tempo ampliano la gamma di formule espressive cui è possibile ricorrere nella ricerca della Verità.