DARKHER, Realms

Jayn H. Wissenberg si rende autrice di una manciata di brani minimalisti dal retrogusto folk. Apparsa per la prima volta nel 2014 con l’ep The Kingdom Field, presenta ora il suo debutto sulla lunga distanza. Prophecy si discosta dal proprio ambito di azione e produce un album che, pur portando in superficie certe atmosfere nel contempo romantiche e decadenti che in qualche modo le appartengono, dal punto di vista strutturale non ricorre quasi mai a soluzioni metal (da intendersi in senso ampio). Realms focalizza la propria attenzione sulle evocative linee vocali di Jayn e in “Hollow Veil” sviluppa alcuni pattern percussivi, insistendo su un suono asciutto comune a “Moths”, le cui trame acustiche vengono squarciate da riff estremamente profondi. Gli episodi successivi sono caratterizzati da una struttura non dissimile, in cui a un intro dal suono distinto seguono un intermezzo atmosferico e una coda strumentale durante la quale si assiste a un incremento ritmico. La sensazione che si prova ascoltandolo è un connubio di angoscia e catarsi intima, mentre la profondità dei testi suggerisce che si tratti del frutto di una sincera analisi interiore. Ne risultano una manciata di brani emotivamente toccanti, la cui spontaneità evoca lontane notti autunnali e ricordi mai così vicini.