CRUCIFIED MORTALS, Psalms Of The Dead Choir

Esistono band che riescono a catturare l’attenzione degli appassionati grazie a un’attitudine senza compromessi e alla dedizione con cui ripropongono certe sonorità. È questo il caso degli statunitensi Crucified Mortals,  autori di un’infinità di demo e split ma di un solo album vero e proprio, pubblicato da Hells Headbangers nel 2011. Il suo successore mostra una formazione dedita a un thrash vecchia maniera, pieno di riff tritaossa e sufficientemente variegato da mantenere alto il tasso di adrenalina, senza per questo limitarsi a puntare tutto sull’impatto. Sospeso tra richiami agli Slayer e trame sonore strutturalmente affini a quanto proposto dai primi Deceased, incorpora al suo interno anche elementi distintivi death, che concorrono a rendere maggiormente dinamici alcuni passaggi. Linee vocali ruvide si accompagnano a frequenti cambi di tempo da parte del batterista Ash Thomas (Estuary, Machinations Of Fate, Surgikill, … ) e agli assoli eseguiti da Craig Horval (ex Nunslaughter), autore di tutte le parti di chitarra e basso. Compatto nel suo riprendere un discorso che si identifica quale momento di transizione tra il fermento degli anni Ottanta e il decennio successivo, Psalms Of The Dead Choir risulta essere un compendio di violenza chirurgicamente controllata.