CONDENADOS, The Tree Of Death

I cileni Condenados sono una delle formazioni contemporanee che sintetizzano al meglio le attuali derive della scena doom, trovando in Solstice e Solitude Aeturnus i propri punti di riferimento. La loro proposta è potente ed evocativa, nostalgica nei suoni eppure per nulla anacronistica nella sostanza. Il fatto di ricorrere talvolta all’idioma neolatino dona ad alcuni brani un sapore intimo che la lingua inglese (quando utilizzata da musicisti non anglofoni) non è in grado di trasmettere. Il punto di forza di The Tree Of Death è da ricercarsi nella struttura stessa dei pezzi, che riescono a essere malinconici e al contempo aggressivi, esemplificando ciò che questo stile dovrebbe sempre rappresentare. Pur rifacendosi essenzialmente alla scena europea, non  disdegnano incursioni nei territori del Maryland: per chi scrive questo è un pregio non indifferente, che li porta sullo stesso livello di Altar Of Oblivion e Crypt Sermon. Non ha senso dilungarsi nella descrizione delle singole tracce, in quanto sono tutte ispirate e ben eseguite, tra l’altro la produzione è curata da Olof Wikstrand degli Enforcer e la copertina è disegnata da Paolo Girardi, già al lavoro con Manilla Road, Cauchemar e Inquisition. In fin dei conti tale dispiego di forze è superfluo, perché la musica vale già da sola più di qualsiasi buona parola da parte di musicisti in vista. Non lasciatevelo sfuggire.