CIRCLE, Meronia

Meronia rappresenta un punto di svolta all’interno della scena finnica, in quanto ha anticipato di alcuni anni la nascita di un movimento psichedelico moderno proteso alla creazione di suoni e atmosfere eterogenei. La formazione originaria di Pori ha al suo attivo numerose incisioni e nell’arco degli anni s’è distinta per avere superato le barriere di diversi generi musicali, dal kraut rock al progressive sino all’ambient. Quest’album di debutto contiene (conteneva) un po’ tutte queste influenze e le rielabora all’interno dei sedici brani in esso contenuti (uno in più rispetto alla versione originale uscita nel 1994 per i tipi di Bad Vugum), ricorrendo a un suono corposo eppure non troppo opprimente. Una nota caratteristica è che a quanto pare i testi sono scritti almeno in parte in un linguaggio creato dalla band stessa, che prende per l’appunto il nome meronian. Per chi non ne fosse già a conoscenza, basti sapere che l’unico musicista ad averne fatto parte dai suoi albori sino ad oggi è il bassista Jussi Lehtisalo (Pharaoh Overlord, Rättö ja Lehtisalo, Kauko Röyhkä e Split Cranium, con Aaron Turner), proprietario di Ektro Records e quindi responsabile almeno in parte della diffusione in Europa dei dischi degli Acid Mothers Temple. La menzione è voluta, dato che in quest’album vi è la stessa tensione emotiva presente in alcuni lavori del collettivo giapponese e stiamo parlando di due progetti accomunati dal piacere della ricerca e dalla tendenza a plasmare brani ipnotici nella loro insistente ripetitività. Ognuno di essi è però un mondo a sé stante, un microcosmo che di volta in volta si avvicina a una concezione rock oppure cinematografica della materia. Vale la pena soffermarsi su “Staalo”, che racchiude gran parte di queste suggestioni e colpisce per la sua intensità emotiva in un turbinio di pulsioni new wave. Di sostanza ve n’è davvero tanta, non a caso la band è divenuta protagonista di un film, “Saturnus Reality” di Esko Lönnberg, a sua volta soggetto del documentario “The Man With The Video Camera” di Petri Hagner, e ha composto le colonne sonore di “Pori” (successivamente stampata come album vero e proprio con il titolo Suur-Pori) e “Six Day Run”. L’aspetto visivo riveste dunque un ruolo importante all’interno delle composizioni, capaci di evocare gli spazi infiniti della Finlandia e aprire la mente verso nuove frontiere e sensazioni


Tracklist

A1. Ed-Visio
A2. Curwen
A3. Wherever Particular People Congregate
A4. Meronia
B1. DNA
B2. Hypto
B3. Low-Pursed
B4. Nude
C1. Colere
C2. Staalo
C3. Kyberia
C4. Gravion
D1. Ferrous
D2. Scoop
D3. Merid
D4. Espirites