CHARUN, Stige

CHARUN, Stige

La collaborazione tra Cave Canem DIY e As Above So Below Records concretizza il debutto discografico della band post-rock sarda Charun. Già dalle prime note di “Clinamen” si evince quanto i Charun abbiano una grande capacità d’intessere melodie rarefatte ed evocative, stemperate solo dalla relativa durezza di alcuni riff d’ispirazione doom. Il ricorso a suoni limpidi e in taluni frangenti ad altri più ruvidi e spigolosi, crea una dicotomia che permette di fare emergere molteplici emozioni, fornendo diverse prospettive d’ascolto. A dispetto delle premesse, il loro amalgama sonoro non risulta essere eccessivamente oscuro e anzi è arricchito dal contrasto tra gli elementi sopra descritti e aperture di ampio respiro, suscettibili di impreziosire ulteriormente “De Tranquillitate Animi”, ad esempio. Da quest’ultimo episodio emerge un sostrato malinconico che – pur attraversando in maniera sottile buona parte di Stige – si concede a divagazioni ambient. La concretezza del lavoro svolto dalle chitarre e l’affiatamento della sezione ritmica rendono possibile questo tipo di sperimentazioni e (data l’esperienza maturata dai musicisti in progetti quali Curse This Ocean, Thank U For Smoking, Rise After Defeat, My Own Prison e Desert Hype)  ne fanno qualcosa non solo di fruibile, ma anche interessante.