BARISHI, Blood From The Lion’s Mouth

Fondati a nome Atlatl, i Barishi sono già apparsi qui con il loro album di debutto (2013). Rispetto ad allora, la formula di Jonathan Kelley (basso), Dylan Blake (batteria), Graham Brooks (chitarra) e Sascha Simms (voce) si è evoluta in una direzione inattesa, allontanandosi dal progressive per assumere una forma più estrema. Gli elementi caratteristici delle trame intricate intessute dalla chitarra restano gli stessi, eppure è palese quanto l’esperienza maturata con la realizzazione dell’ep Endless Howl non sia rimasta un caso isolato. Chi aveva apprezzato le lunghe fughe strumentali di matrice fusion dei Barishi, impiegherà del tempo a metabolizzare la costante presenza di linee vocali coriacee, eppure dopo ripetuti ascolti sentirà emergere la solita infinita classe esecutiva. La formazione di Brattleboro (Vermont) propone ora brani immersi in un groviglio di violenza, nelle cui retrovie abitano accenni melodici che però sono lasciati svanire nel nulla, anziché sviluppare. I frequenti cambi di tempo dettati dalla sezione ritmica talvolta sono in netto contrasto con il lavoro svolto dalla chitarra, in quanto a prevalere vi è un notevole impatto, ammorbidito dalla tecnica e da quelle spigolosità di stile che – alla lunga – paiono essere soffici e rassicuranti.