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ALCEST, Kodama

Shelter era stato un disco particolare per gli Alcest, che si erano tolti la soddisfazione di lavorare con musicisti che ammiravano, focalizzandosi solo sullo shoegaze e lasciando a casa quel po’...
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Balázs Pándi

Balázs Pándi, classe 1983, è un batterista ungherese che ha suonato con un quantitativo spropositato di artisti e band, sempre di grande spessore. Passa dal metal al noise, dal jazz all’improvvisazion...
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MARTA DE PASCALIS, Anzar

E fu così che Marta De Pascalis finì su Tapeworm (con tanto di mastering curato dallo studio berlinese Calyx), due anni dopo Quitratue, sua promettente autoproduzione. Ora, non voglio dire te l’avevo ...
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JULINKO, Sweet Demon

Julinko oggi è il duo di Giulia Parin (chitarra, voce, testi) e Carlo Veneziano (percussioni, chitarra). Sweet Demon, la loro seconda prova, è un disco molto potente, di cui si percepisce l’urgenza, p...
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LUDMILLA SPLEEN, Acephale

Filippo Brandi (chitarra, voce) e Niki Ruggeri (batteria) sono i Ludmilla Spleen, origini marchigiane, forse è per quello che citano Leopardi, base a Bologna. Si fanno produrre l’album d’esordio da Fa...
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JOHN CHANTLER

Marc Masters (Wire, Pitchfork), a proposito di Which Way To Leave, parla di “palpable sense of endless ideas and energetic urgency”. Rob Young (uno dei capi di Wire), così descriveva il me...